Acquisto terreno archeologico finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia

TRIESTE – “La presenza romana in Friuli Venezia Giulia deve ancora essere in parte restituita alla funzione pubblica in quanto, muovendo dalla città di Aquileia, può davvero costituire un ulteriore elemento di attrattività del territorio. Per le comunità locali recuperare vestigia antiche è segno di riappropriazione della propria storia, che suggerisce anche consapevolezza e partecipazione a un passato che è di tutti”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura Roberto Molinaro a seguito del finanziamento di quasi 46 mila euro assegnato al Comune di Ruda per l’acquisto di un terreno sito in località La Fredda, dove sono stati rinvenuti importanti reperti di epoca romana (I-IV secolo d.C.). L’intervento attua, per la prima volta, la nuova disposizione normativa regionale nel campo dei beni culturali che consente di operare anche per l’archeologia. Il sindaco di Ruda Palmina Mian ha espresso soddisfazione per il buon esito della richiesta anticipata all’assessore Molinaro la scorsa estate, durante un sopralluogo al sito archeologico assieme alla dirigente della Soprintendenza Franca Maselli Scotti. L’appezzamento in questione appartiene ad un cittadino di Ruda che dal 2006 ha attivamente collaborato con il Comune per lo svolgimento delle indagini archeologiche che hanno portato alle importanti scoperte. Accanto ad un acquedotto romano e ad un tracciato viario, largo quasi 10 metri, identificabile con un tratto della strada che anticamente univa Aquileia a Cividale (Forum Iulii), sono emersi infatti anche i resti di una costruzione di forma quasi quadrata, con un frammento di iscrizione romana, un anello-sigillo in bronzo con figura di cervo che reca in bocca un serpente, una fibula datata I secolo d.C. e un numero assai consistente (circa 250) di monete d’argento e di bronzo, databili tra l’inizio del I secolo al IV secolo d.C. Per la prima volta, ha sottolineato il sindaco, si può ricostruire sulla base di dati certi il percorso della conduttura idrica in prossimità delle fonti di captazione, creando così un’ideale collegamento tra la storia antica e moderna di questa zona, ancora oggi rinomata per la purezza e la bontà delle sue acque, documentata dell’idronimo La Fredda assegnata al corso d’acqua che delimita l’appezzamento. L’acquisizione del terreno consente all’Amministrazione comunale di valutare anche un futuro sviluppo del sito delimitato a Nord-Est da un apprestamento difensivo della prima guerra mondiale, una postazione di artiglieria ben conservato, recuperato e curato dal gruppo ANA di Ruda.

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