17 Ragazze

“17 RAGAZZE” è il titolo del film scritto e diretto da Delphine e Muriel Coulin, interpretato (tra le altre) da Louise Grinberg, Roxane Duran ed Esther Garrel, che è stato presentato, con successo di critica e di pubblico, alla “Semaine de la Critique” dell’ultima edizione del Festival di Cannes e che ha vinto il “Premio Speciale della Giuria” al 29mo Torino Film Festival.

In uscita sugli schermi italiani il 23 Marzo 2012, distribuito dalla Teodora Film (con la collaborazione, in qualità di Ufficio Stampa, dello Studio PUNTOeVIRGOLA), il film si avvale della fotografia di Jean-Louis Vialard, del montaggio di Guy Lecorne e della scenografia di Benoît Pfauwadel.

Interpretato da 17 ragazze, tre sole delle quali (quelle che ho poc’anzi menzionato) sono già giovani attrici professioniste, il film è ambientato in una piccola città francese sull’Atlantico (Lorient), dove queste ragazze, che frequentano lo stesso liceo, prendono una decisione eclatante: rimanere incinte tutte insieme, nell’arco di poche settimane. Quello che sembra un gioco provocatorio si rivelerà un gesto d’amore e di ribellione, una scelta di libertà capace di andare oltre ogni pregiudizio.

Ispirato ad una storia realmente accaduta, il film è un ritratto insolito del mondo dell’adolescenza, sorretto da un cast formidabile di giovanissime che si sono guadagnate l’accoglienza calorosa all’ultimo Festival di Cannes, nonché al Torino Film Festival, oltre ad ottenere ottime critiche, come (soltanto per citarne una) quella di Emmanuèle Frois, per <Le Figaro>, dove si afferma: “La forza del film è nella capacità di non cadere mai nell’analisi e nel giudizio del comportamento delle protagoniste, preferendo semplicemente mostrarcele nella loro intimità, nel profondo dei loro sogni. Un ritratto dell’adolescenza insolito, sensibile e appassionante, sorretto da un gruppo di attrici formidabili”.

Ma dopo queste parole tratte dalla carta stampata, ecco alcune dichiarazioni delle registe, le sorelle Delphine e Muriel Coulin: “Lorient resta attaccata al passato, quando era chiamata L’Orient, lo snodo commerciale da cui le navi partivano per tutto il mondo, o, durante la guerra, quando diventava una delle culle della Resistenza. Ora, invece, i genitori, gli insegnanti e le altre istituzioni non hanno trovato il modo di offrire uno sbocco alle nuove generazioni, il cui futuro è già segnato: un diploma, un lavoro, il matrimonio e i figli. Ma le protagoniste del film sono pronte a capovolgere quest’ordine, vogliono tutto e in una volta sola. (…) L’amicizia è così forte alla loro età che permette di superare gli ostacoli della vita e le paure, spingendo a prendere decisioni rischiose che non si riuscirebbe ad affrontare da soli. (…) Abbiamo fatto un provino a circa seicento ragazze per sceglierne diciassette. A parte Louise Grinberg, Roxane Duran ed Esther Garrel, che già hanno avuto ruoli importanti in diversi film, la maggior parte delle ragazze selezionate non aveva mai messo piede su un set. La loro freschezza, la loro volontà di crescere in fretta, la confidenza e i legami che hanno stretto nel corso delle riprese, si percepiscono nel film. Inoltre, abbiamo girato seguendo l’ordine cronologico delle scene: davvero possiamo vedere queste ragazze mentre diventano grandi”.

Le sorelle Coulin hanno diretto cinque cortometraggi, tra cui Sisyphe (1997, Best Drama Award al Los Angeles Film Festival) e Souffle (2000, Premio del Sindacato della Critica in Francia). Muriel ha lavorato nel cinema come assistente operatore per registi del calibro di Krzysztof Kieslowski, Louis Malle e Aki Kaurismäki; Delphine ha una carriera di scrittrice alle spalle ed ha collaborato a lungo come regista con il canale televisivo ARTE. Questo film rappresenta per entrambe l’esordio nel lungometraggio, e vale davvero la pena di andarlo a vedere nelle sale cinematografiche italiane, confidando nel fatto che le due sorelle sappiano ripetersi a questi livelli in futuro. Il cinema europeo ha bisogno di questi occhi, di questa sensibilità, di questa capacità di scrittura e di direzione di un film.

Autore: Franco Baccarini

Scrittore, saggista, autore di articoli per giornali cartacei e telematici, di testi per il teatro e di cortometraggi.
Teatrografia
2007 – Autore del dramma in atto unico “Insostituibili assenze”.
Filmografia
1996 – Soggettista, sceneggiatore e regista del video-clip “Anatomia dell’altro volto di una metropoli”.
2012 – Soggettista e sceneggiatore del cortometraggio “La ragazza e il mare” (regia di E. Colombo).
2013 – Soggettista e sceneggiatore del cortometraggio “Un amore da proteggere” (regia di L. Greco).
Bibliografia
2008 – “Bioetica animalista. Dagli aspetti socio-filosofici alle applicazioni pratiche nella sperimentazione clinica dei farmaci” (Edizioni Universitarie Romane).
2009 – “La Tecnoetica nel Cinema. Bioetica del Futuro” (Edizioni Palombi).
2010 – Capitolo “Tecnoetica nel Cinema” all’interno del volume “Tecnicizzare l’uomo o umanizzare la tecnica?” (Edizioni LEV), di Autori Vari.
2012 – “Tecnoetica e Cinematografia” (Edizioni Universitarie Romane).
2013 – “Tecnoetica e Cinematografia (in versione e-book)” (Edizioni Universitarie Romane).

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