Istruzione: Friulano a scuola, una realtà dal prossimo anno scolastico

È stata nominata nell’ultima seduta di Giunta regionale la Commissione di esperti per il coordinamento dell’attività di insegnamento della lingua friulana nella scuola.

I membri rappresentano diverse categorie professionali: un esperto dell’Ufficio scolastico regionale (Paola Cencini), un dirigente scolastico con esperienza pluriennale nel settore del primo ciclo d’istruzione (Gloria Aita), un docente universitario esperto di plurilinguismo già componente del comitato tecnico scientifico dell’ARLEF, Agjenzie regjonal pe lenghe furlane (Federico Vicario), un ricercatore universitario specializzato nella formazione dei docenti (Fabiana di Brazzà), un esperto con esperienza pluriennale nel settore dell’educazione e della formazione in dimensione transfrontaliera e internazionale (Giorgio Gianfranco Pascoli).

Il percorso per fare diventare realtà il friulano nella scuola è così ora a buon punto. Le tappe principali hanno visto lo scorso anno l’approvazione del regolamento regionale per l’insegnamento della lingua friulana, come previsto dalla legge 29 del 2007.

In attuazione del regolamento e in accordo con l’Ufficio scolastico regionale è stato istituito l’Elenco regionale degli insegnanti con competenze riconosciute per l’insegnamento della lingua friulana, articolato nei settori: scuole dell’infanzia; primarie; secondarie di primo grado; secondarie di secondo grado.

All’Elenco hanno aderito finora 252 docenti della regione, ma molti altri ne hanno chiesto l’iscrizione. Si tratta di docenti in servizio in possesso di titoli culturali, professionali o scientifici.

La novità per l’anno scolastico 2012/2013 sta nel fatto che, a differenza di quanto avvenuto fino a ora, l’insegnamento della lingua friulana nelle scuole dell’infanzia e primarie, per gli alunni le cui famiglie abbiano optato per tale facoltà al momento dell’iscrizione, si inserisce organicamente all’interno della progettazione dell’orario curricolare complessivo e quindi non più nell’ambito dei progetti di ampliamento dell’offerta formativa e il fabbisogno di docenti da parte delle scuole è soddisfatto facendo ricorso agli iscritti nell’Elenco regionale.

Per l’anno scolastico in corso la Regione ha sostenuto con proprie risorse finanziarie la realizzazione di progetti per le attività didattiche relative all’insegnamento delle lingue e culture delle minoranze linguistiche storiche. I progetti finanziati per il friulano sono stati complessivamente 192 così suddivisi: 91 per la scuola dell’infanzia (8153 alunni); 58 nella primaria (16.175 alunni); 43 nella scuola secondaria di primo grado (5922 studenti).

La Regione ha inoltre avviato un monitoraggio sulle attività svolte nel corrente anno scolastico con l’intento di acquisire elementi di conoscenza finalizzati allo sviluppo del piano di sostegno all’arricchimento dell’offerta formativa e all’effettiva ricaduta della proposta regionale all’interno delle competenze scolastiche, con riferimento alla conoscenza linguistica, storica e antropologica del Friuli Venezia Giulia.

Le risposte evidenziano che la lingua minoritaria è stata utilizzata in parte quale lingua veicolare nell’insegnamento delle diverse discipline (per esempio storia o scienze in friulano), ma che soprattutto si è optato per diverse metodologie didattiche innovative, ad esempio attraverso l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione applicate alla didattica.

È interessante evidenziare che i progetti di lingua minoritaria hanno contribuito all’arricchimento della dimensione del plurilinguismo attraverso l’apprendimento integrato delle lingue italiana, comunitarie e minoritarie. Inoltre i progetti, nella maggior parte dei casi, hanno favorito il dialogo con le famiglie per la condivisione degli obiettivi e dei contenuti. In particolare, il piano regionale ha favorito un fattivo confronto con il contesto territoriale, con gli enti locali e con le agenzie  del territorio per la valorizzazione del patrimonio locale dell’intera comunità.

FONTE: Regione Friuli Venezia Giulia

Leave a Reply

Your email address will not be published.