Uomini che raccontano la storia: Stocker e la cantina di Terlan

Nel vero senso della Parola, Sebastian Stocker, ha fatto la storia della cantina di Terlano e la storia del vino nella zona di Terlano, in Alto Adige.
Sebastian è stato enologo della cantina cooperativa di Terlano dal 1955 e mi racconta le vicende della seconda guerra mondiale, di suo padre, del duro lavoro dei contadini e di piccoli vigneti arrampicati tra le rocce dolomitiche, su, nei Masi. Una storia lunga più di ottanta anni. Ma, quasi sembra che lui non sappia di averli.
Appena inizia il suo lavoro nella cantina sociale, grazie al suo occhio attento e scrupoloso, vede le potenzialità espressive dei vigneti e dei vini nel tempo, così inizia a nascondere bottiglie su bottiglie. Non sempre le stesse negli anni. I vini e la tipologia cambiano. Infatti Sebastian è sempre stato un attento osservatore dell’andamento stagionale, e un profondo conoscitore dei vigneti, dei piccoli appezzamenti, dei masi di montagna. Non solo. Sebastian vinificava con attenzione quei vitigni che avevano più di 10 anni alle spalle, separatamente dagli altri, anche se della stessa tipologia. Per farmi capire bene mentre mi spiega, mi osserva con quegli occhi blu acuti e penetranti, come a volermi trasmettere la sua conoscenza, direttamente alla mia coscienza, mi dice che i vigneti da lui scelti erano quelli che perdevano la corteccia, gli altri erano troppo giovani. Un segreto? O forse l’evidenza. Secondo lui, questa caratteristica, di maturità della pianta, porta nel vino profumi più fini e una certa longevità. L’allevamento, poi, doveva essere a pergola, e i terreni ben drenati: tutte caratteristiche che fanno la qualità dei vini di queste montagne.
Quello che voleva fare Sebastian, era semplicemente qualcosa che fino a quel momento nessuno aveva mai fatto; ed effettivamente, prima di allora, nessuno aveva mai accantonato bottiglie su bottiglie di vino, togliendo almeno 400 bottiglie all’anno al commercio, e senza dire niente ai soci della cooperativa. Insomma, una responsabilità non indifferente. Non solo, nella cantina di un vecchio e nobile proprietario terriero trova una bottiglia, gli piace la forma e la porta alla cooperativa. Da quel momento quella bottiglia diventa la Sebastianina, utilizzata per imbottigliare il Winkl.
Ma Sebastian è custode di vini e antichi vitigni. È stato un uomo che ha fatto la storia dell’Alto Adige, quando ancora la storia doveva essere fatta. Oggi, grazie a lui, la cantina cooperativa di Terlan si ritrova un patrimonio storico di valore inestimabile; può vantarsi di osservare l’evoluzione nel tempo dei vini e tornare a ritroso nel tempo, quando l’Italia era ancora giovane e subiva le conseguenze della seconda guerra mondiale. Non è poco. Credo che nessuna cantina possa vantare e permettersi di stappare vini che hanno decine di anni sulle spalle e conservati in modo ineccepibile. Vini che raccontano la storia e la racconteranno anche quando le persone non ci saranno più a narrarla. Bianchi che nel tempo riescono a mantenere la loro freschezza, quella originaria personalità; un’eleganza unica, e la capacità di trasmettere il territorio e la passione delle persone.
Ma la storia di Sebastian Stocker, non è solo questa. Infatti, oggi produce un’accattivante metodo classico, ed è riuscito a recuperare un vigneto a rischio di estinzione, ma questo lo racconterò in seguito.

Isabella Ceccarelli

Autore: Isabella Ceccarelli


Isabella Ceccarelli, classe ’75, giorno e mese fatale: 11 Novembre, data dedicata a San Martino, quando ogni mosto è vino. La contraddistingue una spiccata passione per il vino. Ma anche per l’arte e la poesia. Partecipa a mostre ed è instancabile nello scrivere poesie e pensieri (che vorrebbe mettere in un blog). Tutto legato dall’ormai sconosciuto filo conduttore dei sentimenti e dalla vena di una sottile cultura.
Cell. +39 346 0632204

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