Quant’è bella Roma

Roma che gioca a farti infatuare, con i suoi vicoli, le sue risate, i suoi fiorai aperti di notte. Roma che ti stordisce con la sua storia, le canzoni strillate, le possibilità, mille più una. Roma che quando ci sei, poi, ti colpisce senza pietà.
Si approfitta di te, della tua ingenuità, di quella tendenza alla bontà tipica di coloro che hanno vissuto in piccoli borghi. Tu fai del bene (almeno credi) e lei ti punisce.
Ti fa salire su un bus pieno di vecchiette dai bastoni minacciosi, ti fa incontrare uomini che conoscono il segreto per scongiurare le fughe di gas, ti fa incrociare commessi che le devono provare, le tue fottute bacchette, prima di vendertele.
Roma ti fa pensare che forse stavi meglio prima. Roma ti fa pensare che non è vero, dai. Roma ti fa rifugiare nei libri, perché leggere delle altre vite ti fa riconsiderare la tua. Ti fa desiderare, in fondo. Sperare che anche tu riuscirai in qualcosa un giorno, che anche tu correrai verso un luogo, come fanno tutti gli altri. Solo che saprai davvero dove stai andando.

Roma è il burattinaio e noi le buffe marionette piene di difetti. Roma tira i fili di Anna, di Glauco e di Laerte e lì porta nel posto in cui, ora lo so, può accadere quello che non ti aspetti.
Una libreria. Una di quelle che sembra un supermercato, dove oltre ai libri trovi le tazze della Pimpa e le formine per i biscotti, dove le signore eleganti urlano parlando al cellulare, dove ci sono libri per bambini in formati che non credevi possibili, dove i commessi ogni giorno piangono in uno sgabuzzino, dove scegliere un libro in santa pace diventa ogni giorno più difficile, dove un ragazzo giovane e carino attende la sua ragazza con una rosa fra le mani.

Un posto dove si può perdere la testa. Un posto che può prendere il colore del sangue.
Uno di quei posti che ti fa pensare: “Ehi, dove cazzo sono le mie occasioni?”, il posto dove capisci che per quanto ti ostini a voler controllare tutto, niente dipende da te.
La figlia femmina di Adamo, il libro d’esordio di Ilaria Scarpiello, è questo e molto altro.
La sua ironia pungente e la sua saggezza fuori dal tempo faranno come fa il vento: vi schiaffeggeranno e dopo, tutto attorno a voi sarà diverso.

Non sono mai stata capace di litigare, con nessuno. La manifestazione più grave del mio dissenso è il silenzio, il mutismo selettivo, come in alcune forme di autismo. Inutile dire la stragrande maggioranza dei miei ex fidanzati considerava questo mio modus operandi una qualità, cosa che raramente mi permetteva di ottenere da loro quello di cui avevo bisogno.

La figlia femmina di Adamo, Ilaria Scarpiello, Edizioni Clandestine

 

di Tamara Viola
www.rivistainutile.it

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