I vini bevuti nella cantina di Bea, a Montefalco.

bea_vinoCome promesso, ecco la recensione dei vini che ho potuto degustare nella centina di Paolo Bea.
Arboreus, vendemmia 2009, Umbria Bianco, IGT.
Il vino viene prodotto, o meglio generato, da uve Trebbiano Spoletino, raccolte da vecchie viti. Il mosto fermenta a contatto con le bucce per 16 giorni; in seguito resta a contatto con le fecce fini per 131 giorni. La fermentazione avviene in modo spontaneo, con lieviti autoctoni, senza controllo della temperatura e senza nessuna aggiunta di sostanze chimiche. Il Trebbiano Spoletino, essendo un vitigno tardivo, viene raccolto a fine ottobre, assieme al Sagrantino.
Il colore giallo intenso preannuncia il corpo già alla sola vista. Vivace e brillante. Buona la sua complessità al naso, si apre con note di frutti maturi, pesca, ananas, miele. Piacevole la sua freschezza che colpisce il palato, e già preannunciata al naso. Vino di buona sapidità, caldo e morbido; persistente, con un finale rotondo. Nel suo insieme ricorda piacevolmente i profumi della cantina, invasa di uva matura.

San Valentino 2005, IGT.
Vino praticamente finito. Nel senso che non ci sono più bottiglie, almeno in cantina. Il vino cambia la sua composizione di anno in anno, senza nessun condizionamento, per cui è difficile poter fare una comparazione tra le diverse annate. In questa fase è fondamentale l’assaggio delle diverse botti per l’assemblaggio. Quella del 2005 ha avuto piogge scarse e temperatura secca fino alla vendemmia che è stata praticamente indimenticabile. Le uve di questo vigneto sono composte da Sangiovese, Montepulciano d’Abruzzo e Sagrantino. Nel settembre del 2008 è stato imbottigliato un vino che oggi si presenta con un colore rosso rubino intenso e senza particolari riflessi, dal colore netto e deciso. Al naso salgono sensazioni di frutti rossi, visciola, ciliegia e fragolina di bosco; lievemente speziato di vaniglia, ricorda il tabacco dolce, ma senza invadere l’olfatto. In bocca si presenta caldo e morbido, fresco, con una buona sapidità e tannicità che sembrano amalgamarsi a vicenda. Il tannino ci resta piacevolmente in bocca, senza dare fastidio.

Pipparello, Montefalco Rosso Riserva 2006.
Il vigneto è posto nel cuore della zona di Montefalco DOC. curato senza l’uso di sostanze chimiche. Il Pipparello è un vino composto per il 60% da uve Sangiovese, per il 25% da uve Montepulciano d’Abruzzo, e per il restante 15% da uve Sagrantino. La fermentazione e la macerazione sono a contatto con le bucce per 45 giorni, senza usare lieviti selezionati e solfiti. Per circa 2 anni evolve in botti di acciaio e per 24 mesi in botti di rovere dalla capienza di 25 ettolitri.
Rosso rubino particolarmente intenso con riflessi granato. Intenso anche al naso e di buona persistenza. Si apre con profumi di frutta, ciliegia matura, marmellata di fragole, pepe; al naso spicca ancora la freschezza che ritorna piacevolmente anche in bocca.
Secco, caldo e morbido, di buona sapidità. In questo vino il carattere del Sagrantino si fa strada con le sue note dolci e di piacevole tannicità. Il tannino ci resta piacevolmente sulle labbra… come un bacio.

Rosso de Véo, Rosso dell’Umbria, IGT, 2005.
questo vino nasce dalla selezione delle migliori uve di vigne giovani di Sagrantino, impiantate nel 2002; insomma questa del 2005 è stata la prima vendemmia. Granato intenso e ancora assolutamente vivace nel riflesso della luce. Al naso non entra con prepotenza, ma con una leggera calma si fa ascoltare. I profumi vanno attesi, ricevuti, scoperti un po… un vino da guardare negli occhi, nell’anima e nel tempo. Frutti maturi, fregola; la spezia della botte con il pepe nero; il tannino ammorbidito dal tempo.

Pagliaro, Sagrantino 2005, DOCG.
100% uve Sagrantino, in una stagione armonica. Matura per 10 mesi in inox e 25 mesi in botti grandi di legno. L’imbottigliamento avviene senza filtrazione, senza creare stress al vino. La genuinità del vino si rispecchia in questo Sagrantino. Il 2005 si conferma ancora come un’ottima annata per questa zona, la percepiamo al naso nei profumi intensi di fragole e fragoline di bosco, di dolci frutti rossi; e nel carattere prepotente del tannino. Vino nel suo complesso morbido e piacevole.

Isabella Ceccarelli

Autore: Isabella Ceccarelli


Isabella Ceccarelli, classe ’75, giorno e mese fatale: 11 Novembre, data dedicata a San Martino, quando ogni mosto è vino. La contraddistingue una spiccata passione per il vino. Ma anche per l’arte e la poesia. Partecipa a mostre ed è instancabile nello scrivere poesie e pensieri (che vorrebbe mettere in un blog). Tutto legato dall’ormai sconosciuto filo conduttore dei sentimenti e dalla vena di una sottile cultura.
Cell. +39 346 0632204

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