Il Brunello Casanova di Neri al quarto posto nella prestigiosa classifica di Wine Spectator

E' il Brunello di Montalcino, Casanova di Neri, 2012 a conquistare il quarto posto nella classifica Top 100, della prestigiosa rivista americana, con sede a New York.

Casanova-de-NeriSvelati nella classifica tutti i vini della classifica dei Top 100; a conquistare il podio è Duckhorn Merlot della Napa Valley Three Palms Vineyard, 2014, con 95 punti su 100.

Tra la super classifica dei primi 10, troviamo il tutto italiano, Brunello di Montalcino DOCG, Casanova di Neri 2012, con 95 punti. Si è così posizionato tra uno Château Coutet Barsac 2014, a cui è stato riservato il terzo posto con 96 punti su 100, ed uno Château de St.-Cosme Gigondas 2015, a cui sono stati assegnati 95 punti.

“Aromi e sapori effusivi di lampone, ciliegia, floreale, minerale e tabacco sono al centro di questo rosso lineare e vibrante. Ben strutturato, offre una lunghezza eccezionale sulla finitura sinuosa. Meglio aspettare per berlo a partire dal 2020 o addirittura farlo riposare in cantina fino al 2035”, come ci consiglia il degustatore Bruce Sanderson. Un importante riconoscimento internazionale, questo di Wine Spectator, a cui si affiancano premi e meriti nazionali.

Un vino, questo, che a Montalcino nasce da un’annata tutta a 5 stelle, come voglio precisare, questa 2012, ed uscito in commercio appunto nel 2017; il clima gli ha regalato una notevole struttura, livelli di polifenoli molto alti, come elevata anche l’intensità colorante.

L’azienda, nasce nel 1971, grazie a Giovanni Neri, che comprese le potenzialità del territorio e le unì alla sua personale passione per il vino; cercando i terreni e le esposizioni migliori dove impiantare vigneti. Passione che è stata tramandata a tutta la famiglia, attraverso la quale si cerca di raccontare il vino, frutto della sinergia tra la vigna e il lavoro dell’uomo.

Insomma, un orgoglio e un prestigio per questa azienda, alla quale viene senz’altro riconosciuto il lavoro; ma anche per l’Italia intera per la quale il vino è diventato un forte valore che riesce a trasmettere cultura, territorio, persone, e quel modo di vivere tutto e solo italiano; infatti l’Italia enologica ha regalato anche altri vini alla classifica di Wine Spectator, da nord a sud dello stivale: all’11° posto troviamo Altesino Brunello di Montalcino Our 40th Harvest 2012; San Felice Brunello di Montalcino Campogiovanni 2012 al 20°posto; al numero 23, troviamo invece Mazzei Maremma Toscana Tenuta Belguardo 2013; scendendo ancora, collocato al numero 38 Luigi Einaudi Dolcetto di Dogliani 2015. Ancora un toscano in posizione numero 46, Il Poggione Rosso di Montalcino 2015; alla Cantina del Pino, Barbaresco Ovello 2013 viene assegnato il 61°posto; al 66° posto troviamo il Sagrantino di Montefalco 2011, della Cantina Scacciadiavoli; il Soave Classico 2016, della cantina Gini è al 69° posto; al 71° troviamo Donnachiara Aglianico Irpinia 2015; Michele Castellani, Valpolicella Classico Superiore San Michele Ripasso 2015 all’80° posizione. Al numero 84, troviamo Simone Santini Vernaccia di San Gimignano Tenuta Le Calcinaie 2015; al 92, Garofoli Verdicchio dei Castelli di Jesi Podium 2014; Di Meo Greco di Tufo 2016, al numero 94; Feudi del Pisciotto Nero d’Avola Terre Siciliane Versace 2015, sono al posto numero 96; Odoardi Calabria 2014, chiude la lista necessaria.

Insomma, ben 16 vini italiani, nella classifica Top 100!

Isabella Ceccarelli

Autore: Isabella Ceccarelli


Isabella Ceccarelli, classe ’75, giorno e mese fatale: 11 Novembre, data dedicata a San Martino, quando ogni mosto è vino. La contraddistingue una spiccata passione per il vino. Ma anche per l’arte e la poesia. Partecipa a mostre ed è instancabile nello scrivere poesie e pensieri (che vorrebbe mettere in un blog). Tutto legato dall’ormai sconosciuto filo conduttore dei sentimenti e dalla vena di una sottile cultura.
Cell. +39 346 0632204

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