Diario di un seduttore di Søren Kierkegaard

Considerato l’antesignano dell’esistenzialismo moderno, Søren Kierkegaard nasce a Copenhagen nel 1813. L’infanzia del giovane Kierkegaard non fu gioiosa, il padre gli impartì un’educazione cristiana talmente severa da farlo sembrare più che un bambino già un uomo maturo. Dal1832, una serie di disgrazie, sconvolsero la vita della sua famiglia e le stesse controversie verranno in seguito interpretate da Kierkegaard, come un castigo di Dio per un peccato commesso dal padre. Inizia da qui la discesa verso la malinconia, il “male del secolo” romantico, che lo affliggerà sovente e, la religione, più che fungere da conforto, sarà per lui fonte di ulteriori angosce. Nel 1837 incontra Regina Olsen, ragazza che amerà molto e che diventerà la sua fidanzata in un rapporto tormentato e complesso, inadeguato alle alte esigenze che la sua anima andrà manifestando. Nel 1841 rompe il fidanzamento, si laurea in filosofia con la tesi “Sul concetto di ironia” con riferimento continuativo a Socrate, e percepisce che scrivere è l’unica ragione di vita. Nel 1843 scrive Aut-Aut, l’opera filosofica in cui il pensiero di Kierkegaard raggiunge il non plus ultra e che ne fa parte anche il libro, “Diario di un seduttore”. Nel libro, Johannes è un uomo affamato di conoscenza, un osservatore avido che cammina per le strade di Copenaghen alla continua ricerca delle sue prede per poterne ricavare piacere e godimento. Le donne che si accorgono di questa presenza rimangono attratte dall’alone di mistero che lo circonda, egli le degna infatti di un breve sorriso, un’occhiata, a volte niente. Agisce su di loro in modo subdolo ma  entra irrimediabilmente nella loro anima. Johannes sottrae bellezza per goderne con l’intelletto, la restituisce poi al mondo in forma rielaborata e cerebrale. Si distingue dai volgari seduttori che mirano solo al possesso dell’’oggetto per i loro desideri, per il suo essere invece  un esteta originale e ambizioso. Così come lo sono le sue prede. La sua strategia è simile al plagio, è infatti l’amata ad offrirsi dopo che Johannes ha operato accuratamente con sottigliezza nella sua anima, insinuando, suggerendo e agendo spiritualmente. Cordelia ne è l’esempio perfetto di questa efficacia progettuale, per tutta la durata della storia il seduttore arriva anche ad esserne innamorato ma mai sopraffatto, il piacere finale sarà infatti di tipo narcisistico. Johannes, ama il proprio essere, ama se stesso. Il suo capolavoro sarà il sì disperato di Cordelia, badocams.com ma lo sarà solo per un momento, il piacere è nell’incertezza, nel provvisorio perché il vero piacere è solo nel provvisorio. La certezza, l’abitudine e la prevedibilità non solo uccidono la passione ma anche il godimento stesso. In questa battaglia contro l’ordinarietà il seduttore usa armi apparentemente comuni, come frasi, sguardi e silenzi ma il tutto con massicce dosi di ambiguità che tendono a disorientare l’amata che inevitabilmente finirà per perdersi. Ama creare il disordine, perché nell’inquietudine la donna è più bella. Johannes è il creatore capace di donare vita autonoma alla propria creatura, il pensatore capace di imprigionarla. L’essenza dell’esteta per il filosofo danese, è il Don Giovanni, il mitico paladino spagnolo stereotipo del dissoluto, glorificato nell’omonima lirica di Mozart. Il Don Giovanni non si coinvolge con  nessuna donna particolare, non arriva mai al bivio di dover fare una scelta, il seduttore è sciolto da ogni vincolo o relazione si nutre dell’attimo e vive, cercando esclusivamente,  la novità nella seduzione. Ammalia centinaia di  donne ma riesce sempre a  non innamorarsi mai di nessuna, figura per eccellenza, estremità di sensualità e voluttà… ” Sua passion predominante è la giovin principiante”.  Don Giovanni, aria quarta.

Genere: Etica
Autore: Søren Kierkegaard
Collana: Acquarelli
Editore: Giunti Demetra
Pag. 192