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Yozgat Blues

Yozgat_Blues_posterAll’interno di “Asiatica – Incontri con il cinema asiatico”, che si sta tenendo a Roma in questi giorni, e di cui vi abbiamo dato notizia in apertura di rassegna, è stato presentato uno dei film più interessanti di questa quattordicesima edizione: “Yozgat Blues” (2013).

Viene dalla Turchia (ma si tratta di una co-produzione turco-tedesca) ”Yozgat Blues’, e narra la storia di un’amicizia tra un cantante cinquantenne, la cui carriera è andata a rotoli, ed una sua giovane allieva, promoter in un supermercato.

Il titolo della versione italiana è “Il blues di Yozgat”; il regista, presente per l’occasione alla rassegna romana, e che si è intrattenuto con il pubblico, è Mahmut Fazil Coskun.

È interpretato da Ercan Kesal, Ayca Damgaci, Tansu Biçer, Kevork Malikyan e Nadir Saribacak.

Altro, in breve, sulla sinossi. Sabri, un barbiere di Yozgat (una piccola città nell’Anatolia centrale) ha più di una crisi emotiva quando si imbatte in Yavuz e Nese, arrivati in città per esibirsi in una sala da musica di un piccolo locale. Nessuno dei loro desideri si avvererà nel modo in cui essi sperano.

Convincente la sceneggiatura firmata da Tarik Tufan insieme con il regista Coskun. Eccellente la fotografia di Baris Ozbicer. Nella norma il montaggio di Cicek Kahraman. Gradevoli e, soprattutto, perfettamente in linea con la storia narrata ed i luoghi in cui essa si svolge, la scenografia (semplice, oltretutto) di Osman Ozcan.

Il film dimostra i crescenti progressi della cinematografia turca, della quale mi sono personalmente occupato già in molti lavori dedicati alle cinematografie emergenti dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, sin dalla metà degli anni Novanta e pubblicati su svariati giornali cartacei (come “Silarus”) e telematici (come “Distopia.it”), e dei quali tornerò sicuramente a parlare in maniera più estesa per “PressItalia”.

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