Giornata della memoria in ricordo dell’Olocausto

OLYMPUS DIGITAL CAMERADichiarazioni di Rollandin, Zaia, Zingaretti, Serracchiani, Rossi, Maroni – È la Giornata della memoria in ricordo delle vittime dell’Olocausto. Si ricorda così il 27 gennaio 1945 la liberarazione del campo di concentramento di Auschwitz.

“E’ necessario riallacciare i legami tra memoria e storia. La nostra memoria deve conservare la forza di evocazione”, ha dichaiarato il presidente della Regione Valle d’Aosta, Augusto Rollandin. “Quattordici anni fa – spiega Rollandin – si sollecitava il formarsi di una memoria pubblica, i protagonisti di quel doloroso passato erano ai margini. Oggi abbiamo visto quanto il Giorno della memoria abbia favorito il diffondersi delle testimonianze”.
Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha sottolineato come sia “allucinante che proprio in occasione della giornata della Memoria avvengano gesti inqualificabili come quello che offende e ferisce nel profondo la comunita’ ebraica romana e, indirettamente, tutte le comunità italiane”.
Zaia ha così commentato lo sfregio portato alla Sinagoga di Roma davanti alla quale e’ stata fatta trovare una testa di maiale: “Gesti inaccettabili e vili come questo dimostrano quanto sia importante ricordare e capire. Come dice il presidente della comunita’ ebraica di Venezia, Gnignati, con il quale abbiamo celebrato nel Ghetto la giornata della memoria: ricordare non per il nostro passato ma per il nostro futuro”.
“Parafrasando Hannah Arendt che parlava di banalita’ del male – conclude Zaia – qui potremmo parlare di banalita’ dell’idiozia. Non fosse che questa idiozia trova troppo spesso terreno fertile e dilaga su canali web piu’ prossimi a una cloaca che non a semplici siti informativi. Bisogna agire piu’ a fondo e con incisivita’ contro un deleterio nuovo negazionismo”.
Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha presentato all’Istituto di Istruzione Superiore Leonardo Da Vinci di Maccarese il volume ’16/10/1943, li hanno portati via’, una raccolta di documenti e fotografie sui bambini ebrei deportati da Roma il 16 ottobre del 1943. Il volume e’ stato donato a tutte le scuole superiori di Roma e del Lazio e raccoglie documenti, fotografie, lettere e corrispondenze che ricostruiscono la difficile e dolorosa ricerca di informazioni delle famiglie degli oltre 350 bambini ebrei romani che durante il fascismo sono stati deportati dai nazisti verso i campi di sterminio.
“Abbiamo deciso di celebrare il Giorno della Memoria con la consegna simbolica del volume ‘16.10.1943, li hanno portati via’ agli studenti della nostra regione – ha spiegato il Presidente Zingaretti – Negli anni bui del nazismo e’ stata scritta una delle peggiori pagine della storia dell’umanita’. I campi di sterminio stanno li’ a testimoniare con il loro carico di violenze, torture e odio razziale, quel sonno della ragione che non puo’ trovare alcun rigurgito. Ecco perche’, condividendo le testimonianze e i documenti relativi ai piu’ giovani  ebrei deportati dalla Capitale, offriamo agli studenti della nostra regione uno strumento di conoscenza e di riflessione sull’olocausto al fine di sviluppare quegli “anticorpi della democrazia” e della tolleranza che oggi, anche a causa dei cattivi maestri, vengono messi in discussione con provocazioni o con tentativi maldestri di negazionismo storico”.
Per il presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, “Di fronte a un antisemitismo che risorge come un mostro dalle tenebre della coscienza europea dobbiamo tornare a imbracciare le pacifiche armi dello sdegno, della condanna civile e della solidarieta'”.
Serracchiani sottolinea come “In Italia, in Europa, fuori dal nostro continente, nel Giorno della Memoria dobbiamo ricordare le vittime della macchina di morte nazifascista, ma anche levare un monito a vigilare contro il risorgere di un male arcaico che purtroppo e’ fra noi”.
“Il nazismo – ha dichiarato il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi – è stato l’esempio più grande di quanto la paura dell’ignoto possa trasformarsi in violenza verso il più debole, facendone un utile capro espiatorio. Così si comincia comprimendo i diritti, da quelli economici a quelli civili, e senza freni si arriva alle leggi razziali e alle logiche dello sterminio”. La mostruosità della normalità che trova la sua giustificazione nell’obbedienza cieca, ha proseguito il suo ragionamento Rossi, “che si può combattere solo tenendo alto il giudizio critico, la capacità di avere un pensiero libero e aperto al cambiamento”.
“Né si devono dimenticare le responsabilità dell’Italia – ha sottolineato Rossi – che troppe volte tendiamo a dimenticare e sottovalutare. Il fascismo ha le stesse colpe del nazismo, ne è stato l’incubatore e il complice fino alle leggi razziali del 1938 e alla persecuzione degli ebrei e dei diversi di ogni tipo che furono inviati nei campi di sterminio senza rimorsi ed esitazioni. Dobbiamo essere vigili, attenti a non far rinascere in alcuna forma la violenza razzista e genocida. Ne abbiamo esempi vicini, dalla ex Jugoslavia a quanto accade ora in Africa fino alla Siria. Il nostro dovere è che l’orrore venga fermato e non possa ripetersi”.
Per la giornata della Memoria il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, ha deciso di rilanciare una citazione di Primo Levi: “Se comprendere e’ impossibile, conoscere e’ necessario, perche’ cio’ che e’ accaduto puo’ ritornare”.

 

FONTE: regione.it

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