Famiglie internazionali, avviata una consultazione per superare i problemi giuridici

imagesCOMMISSIONE EUROPEA – La crescente mobilità dei cittadini all’interno dell’Unione europea ha portato ad un aumento del numero di famiglie i cui membri sono di nazionalità diversa, vivono in diversi paesi dell’UE o in un paese dell’UE di cui non hanno la nazionalità. Quando tali famiglie si separano è necessaria una cooperazione giudiziaria transfrontaliera al fine di offrire ai minori un contesto giuridico sicuro per mantenere rapporti con entrambi i genitori o tutori che vivono in un altro Stato membro. La relazione pubblicata oggi sottolinea la necessità di un maggiore impegno per aiutare le famiglie internazionali a trovare chiarezza giuridica in tali situazioni (ad esempio quale sia l’organo giurisdizionale competente). La Commissione europea ha pertanto deciso di avviare un’ampia consultazione pubblica sulle possibili soluzioni, oltre ad una campagna di sensibilizzazione sui tipi di assistenza disponibili e sulle norme vigenti nel caso di separazione di famiglie internazionali. Tutte le persone interessate possono partecipare alla consultazione in questo sito. La consultazione resterà aperta fino al 18 luglio. – “Le disgregazioni familiari sono per natura, sempre difficili. Quando coinvolgono persone di diverse nazionalità, sorgono ulteriori difficoltà giuridiche derivanti dalla complessità della situazione. Questo è il motivo per cui l’Europa ha bisogno di norme adeguate per aiutare le coppie a separarsi nel modo più semplice possibile, in particolare quando sono coinvolti minori”, ha dichiarato Viviane Reding (foto), Vicepresidente e Commissaria per la Giustizia. “Nell’UE esistono, dal 2001, norme per determinare la competenza giurisdizionale ed aiutare le famiglie internazionali, ma dopo 13 anni è giunto il momento di migliorarle. Cittadini, avvocati, magistrati, autorità nazionali e organizzazioni non governative interessate: tutti possono esprimersi sul tipo di misure che l’UE dovrebbe adottare per facilitare ulteriormente la vita alle coppie internazionali.”

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