Una birra artigianale dal… Fortebraccio

fotoIl birrificio si trova a Santa Maria di Sette. Dove tre fratelli sono riusciti a realizzare il sogno di quando erano ragazzi, nei favolosi anni ’80. Il 1984, per essere precisi, quando Donatello Paci, appassionato di birra, inizia a produrla in modo artigianale ed anche un po empirico in casa. Usava infatti le pentole della mamma…
Così, con i suoi fratelli, Alessio e Pierpaolo, sono riusciti a creare un piccolo birrificio artigianale, ma moderno, con tecniche attuali e fusti in acciaio inox. Sono partiti in piccolo, ancora una volta, con piccoli passi quotidiani, sono riusciti a passare da 50 litri di birra, a 250; fino ad arrivare ad una produzione mensile attuale di 3 mila litri di birra. Non è poco. Significano otto nove cotte al mese, per produrre ben cinque tipologie diverse di birre.
Tanto impegno, tanta fatica, e una meritata soddisfazione, visto che alla gente piace il prodotto. Un prodotto vero! Come ama definirlo Donatello.
Però, i tre fratelli hanno un segreto… inanzi tutto, lo spirito di squadra e l’affiatamento. Poi, la riscoperta delle vecchie ricette. Quelle provate negli anni ’80, col gusto di quando erano giovani.
Riprovandole, modificandole, adattandole, e a volte stravolgendole, in nuove prove e sensazioni gustative. La loro ispirazione resta il Belgi e quello stile affascinante di birre storiche.
Prove ed invenzioni continue nel tempo, hanno portato a delle novità, come la birra bianca speziata al cumino e pepe rosa. Una novità, che si adatta perfettamente al periodo di Natale, avvolgente e suadente, con l’aggiunta di altre spezie e ricordi natalizi, come i canditi, il pepe nero e l’uvetta. Un ricordo di panpepato tutto da bere, con una schiuma densa e morbida.
La costante di tutte le loro birre è che sono poco gassate, pastose e dense, con una schiuma compatta, netta e decisa, che mantiene i profumi attaccati al liquido, intatti, sorso dopo sorso.
I luppoli son saggiamente utilizzati, in base al prodotto che vogliono ottenere. La chiara ha uno stile tipo Belga, un gusto dolciastro avvolgente, dove l’amaro compare solo nel finale, lasciando la bocca piacevole. L’ambrata ha un colore bellissimo, intenso, netto, con una nota di colore tra l’ambra e il miele; l’amaro entra in bocca senza essere aggressivo, quasi chiedendo il permesso. La rossa è un po caffettosa, la nera è di tipo guinnes; in ultimo una chiara a bassa fermentazione.
Ecco, questo è un tipo di birra difficile da fare. Infatti, fermenta ad una temperatura di 2°C., che la fa assomigliare ad una Wisse. Il colore è giallo, quasi limone, che si ritrova poi anche al naso, in un sentore un po aspro, intenso e piacevole; in bocca resta una birra molto fresca. Può essere facilmente accostata a piatti di pesce.
La dolcezza di queste birre modula le sensazioni amare, come il paesaggio in cui nascono, tra colline e campagne, nello sfondo storico della maestosa figura di Forte Braccio da Montone.

Isabella Ceccarelli

Autore: Isabella Ceccarelli


Isabella Ceccarelli, classe ’75, giorno e mese fatale: 11 Novembre, data dedicata a San Martino, quando ogni mosto è vino. La contraddistingue una spiccata passione per il vino. Ma anche per l’arte e la poesia. Partecipa a mostre ed è instancabile nello scrivere poesie e pensieri (che vorrebbe mettere in un blog). Tutto legato dall’ormai sconosciuto filo conduttore dei sentimenti e dalla vena di una sottile cultura.
Cell. +39 346 0632204

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