Gli italiani residenti all’estero beffati ancora una volta

ComitesLe improbabili elezioni dei comites

Il governo sta per realizzare una insopportabile beffa ai danni degli italiani residenti all’estero. Dopo sei anni di ingiustificati e ingiustificabili rinvii, è stata indetta – in fretta e furia – una improbabile sessione elettorale per il rinnovo dei comitati degli italiani all’estero, i comites, gli organismi che affiancano l’attività consolare in ogni circoscrizione estera. Basti pensare che i Comites, istituiti dalla legge 286 nel 2003, sono in “proroga” fin dalla loro prima scadenza naturale, nel 2009. Prima, per rendere possibili le elezioni per via informatica. Poi, per mancanza delle disponibilità finanziarie. L’ultimo rinvio fu firmato da Mario Monti, nel 2012. Poi, in pieno agosto 2014, Matteo Renzi ha fatto il blitz. Ha scoperto l’urgente necessità di indire le votazioni entro il 31 dicembre e ha impresso a tutte le procedure un passo da bersagliere. Calpestando la logica, la legge e perfino la Costituzione. A parlare senza mezzi termini di procedure scandalose, al limite della incostituzionalità, è Maria Garcia, coordinatrice dei club di Forza Italia all’estero: la persona cioè che – da Bruxelles – tiene i contatti con tutti i circoli “Forza Silvio “ che sono nati, dopo la “rinascita” del partito, in 60 diverse nazioni. “Da ogni angolo del mondo, ogni giorno, – afferma Maria Garcia – ricevo decine di telefonate di italiani sconcertati dalla spregiudicata protervia con cui il ministero degli affari esteri sta gestendo questa sessione elettorale per il rinnovo dei comites, con comportamenti che sono finalizzati a manipolare il risultato delle urne”. “Sono consapevole della gravità delle mie affermazioni. Ma sono pronta a dimostrare che quel che dico è realtà. E ho già chiesto sia l’intervento del partito a livello nazionale, che di un pool di avvocati che sta già valutando i profili di illegittimità – anche costituzionale – degli atti fin qui prodotti.” “Andiamo con ordine – afferma la Garcia, che pare un fiume in piena -: intanto bisogna dare uno sguardo all’articolo 48 della Costituzione che afferma, senza possibilità di dubbio, che Il  diritto di voto non puo’ essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”. Ebbene, nessuno può negare che il decreto legge 109 – ancora non ufficialmente convertito in legge – sia incostituzionale almeno nella parte in cui afferma che : “è prevista l’ammissione al voto degli elettori che abbiano fatto pervenire all’ufficio consolare di riferimento domanda di  iscrizione nell’elenco elettorale almeno cinquanta giorni prima della data stabilita per le votazioni”. Una previsione  – contrabbandata all’interno del decrerto legge che rifinanzia le missioni di pace italiane all’estero – ed  è in contrasto con la stessa legge istitutiva dei Comites che prevede, all’articolo 13, la natura dell’elettorato attivo:  “Hanno diritto di voto per l’elezione del Comitato i cittadini italiani iscritti nell’elenco aggiornato di cui all’articolo 5, comma 1, della legge 27 dicembre 2001, n. 459, (l’Anagrafe degli italiani all’estero) che sono residenti da almeno sei mesi nella circoscrizione consolare e che sono elettori ai sensi del testo unico delle leggi per la disciplina dell’elettorato attivo e per la tenuta e la revisione delle liste elettorali. Ebbene, il decreto legge non prevede la soppressione di questo articolo. Semplicemente lo stravolge, introducendo una modalità limitativa del diritto e della libertà di voto. “Non basta. Il Ministero degli affari Esteri ha messo in piedi un altro, gravissimo, pastrocchio. La stessa legge del 2003 conferma che nessuna elezione – neanche quella dei Comites – può essere indetta senza che sia stato definito con precisione il bacino dell’elettorato attivo. Il Ministero degli esteri, invece, ha dato 50 giorni di tempo ai cittadini italiani, per iscriversi alla “sottolista” elettorale: adempimento (incostituzionale) utile a esercitare il proprio diritto di voto. Con una norma altrettanto illogica e fuorviante, ha dato un tempo inferiore – solo 30 giorni di tempo – per la raccolta delle firme e il deposito delle liste elettorali. All’estero, insomma, dovremmo conoscere prima i candidati piuttosto che gli elettori! Ma c’è un problema tecnico: gli operatori politici e dell’associazionismo, stanno  infatti raccogliendo le firme “alla cieca”, tra gli iscritti all’AIRE, senza avere la certezza che i sottoscrittori – successivamente – acquisiscano lo status di “elettori”. Con la possibile beffa di veder annullate le firme e – di conseguenza – anche le liste. “Si tratta – afferma Maria Garcia – di una situazione surreale, border line dal punto di vista amministrativo, assolutamente illogica dal punto di vista legislativo, e addirittura incostituzionale.” “Gli italiani devono sapere che i consolati non intendono fornire nessuna assistenza neanche per l’autenticazione – obbligatoria – delle firme. E che non è possibile ricorrere a forma di autenticazione “esterna”. In teoria, i cento cittadini che hanno intenzione di sottoscrivere la presentazione di una lista, devono farlo alla presenza dei funzionari consolari, che ricevono solo per appuntamento e rilasciano un appuntamento ogni mezz’ora, solo ed esclusivamente negli orari di ricevimento. Con queste modalità, le liste potranno essere presentate solo a metà del 2015. Se tutto va bene”. “E’ chiaro che siamo dinanzi a un palese esempio di follia istituzionale e burocratica. Una follia che mira, indiscutibilmente, a favorire le sole organizzazioni “radicate” all’estero: patronati e sindacati “storici”. Esattamente come è accaduto nelle ultime elezioni nazionali. Quando sono stati registrati e documentati comportamenti che spesso sono stati addirittura “penalmente rilevanti”. “Il decreto legge, nonostante le osservazioni in questo senso presentate sia alla Camera che al Senato, è stato approvato con una illogica azione di forza che rinnova e rafforza tutti nostri dubbi. L’unica speranza sta nell’immediato intervento del Presidente della Repubblica. Oppure, dopo, dei tribunali.”

Maria Garcia

Responsabile estero Club Forza Italia

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