Nei giorni scorsi, si è parlato molto del film “Pretty Woman”, perché lunedì 23 marzo ricorrevano i 25 anni dall’uscita nei cinema di tutto il mondo di questa sorta di Cenerentola dei tempi nostri, o – se vogliamo – di questo aggiornamento de “La Traviata” (non a caso presente nel film, sia quando Edward/Richard Gere porta a teatro Vivian/Julia Roberts ad assistere a “La Traviata”, sia nel finale da favola, sulle note della stessa opera di Verdi), con una Margherita Gautier degli anni novanta. Lunedì 23, gli Stati Uniti si sono letteralmente fermati per assistere ad uno show televisivo in cui erano presenti tutti i protagonisti del film (una celebrazione che non ha precedenti nella storia), mentre venerdì 27 RaiUno ha trasmesso il film in prima serata, per la 24ma volta, riportando l’ennesimo record. Dovete, difatti, sapere che l’Auditel non fornisce soltanto il numero di telespettatori e quello di share dei programmi della giornata precedente, ma tiene una lunga e complessa serie di statistiche (con gli spettatori divisi per regioni, per città, per ceto sociale e titolo di studio, e mille altre cose ancora), tra le quali la classifica dei film più visti al primo passaggio tv, poi al secondo passaggio, al terzo, e via discorrendo. Ebbene, “Pretty Woman” detiene il record assoluto di telespettatori in tutti passaggi tv! Vale a dire, è stato il film più visto tra tutti quelli che RAI e Mediaset hanno trasmesso in ‘prima visione tv”; è stato il film più visto in assoluto tra tutti quelli trasmessi per la seconda volta in tv, e così via fino ad essere stato il film che ha registrato il più alto numero di telespettatori a quest’ultimo (per ora) ventiquattresimo passaggio televisivo! Un record impressionante, che qualcosa vorrà pur dire. Ovviamente, la statistica parte da quando esiste l’Auditel (oltre un trentennio) e da quando esiste la concorrenza tra la RAI e le tante altre tv commerciali generaliste e non. Non c’è possibilità di equiparazione tra gli ascolti di questi ultimi 30-35 anni e dei primi decenni della storia della tv in Italia, quando esistevano soltanto due canali (il “Programma Nazionale” ed il “Secondo Canale”, divenuti poi “Rete Uno” e “Rete Due”, per poi divenire “Rai Uno” e “Rai Due”) e non c’era alcuna concorrenza. Si assisteva ad un solo film alla settimana, il lunedì sera, preceduto da una breve presentazione di Gian Luigi Rondi, e tutta Italia vedeva quello, volente o nolente. Ma dicevo nel titolo che c’è un po’ della nostra penisola nel cult-movie con Gere e la Roberts (oltre alla presenza de “La Traviata” di Giuseppe Verdi, che già non è poco). Non se ne parla mai, ma il regista Garry Marshall (oggi ottantenne, e notissimo anche per molti altri successi cinematografici e televisivi; tra questi ultimi, ricordo soltanto che è stato il regista della celeberrima serie-tv “Happy Days”, una delle più amate e conosciute nel mondo), pur essendo nato a New York, è nipote di italiani emigrati negli U.S.A. da San Martino sulla Marrucina, un comune di poco meno di mille abitanti in provincia di Chieti, ed il loro vero cognome è Masciarelli (anche se ormai, dopo tre generazioni familiari negli U.S.A., è stato registrato all’anagrafe di New York come Marshall). Resta, in ogni caso, uno dei tantissimi esempi di italiani, o figli e nipoti di italiani, che si sono fatti onore in America in tantissimi campi diversi tra loro. I già citati dati statistici Auditel (ma il fenomeno è mondiale, non certo soltanto italiano) dimostrano inconfutabilmente che “Pretty Woman” non stanca mai, perché non è soltanto un film, è ancor più una favola, e le favole hanno la proprietà di non stancare mai. Chi di noi, da piccolo, non ha chiesto mille volte ai propri genitori di raccontargli per la millesima volta la medesima favola? Ecco, questo è il segreto di “Pretty Woman”. Da non dimenticare personaggi come Laura San Giacomo (la prostituta collega ed amica del cuore della Vivian interpretata dalla Roberts) ed Hector Elizondo, l’impeccabile direttore dell’hotel che poi diventa protagonista nel guidare Edward Lewis (alias Richard Gere) verso il lieto fine. Elizondo ha perfino ricevuto la nomination ai Golden Globe (il premio cinematografico più importante dopo gli Oscar) come ‘miglior attore non protagonista’, proprio per la convincente interpretazione in “Pretty Woman”, film che vanta anche il Golden Globe per la ‘migliore attrice protagonista’ conquistato a sorpresa dalla giovanissima esordiente Julia Roberts, che poi si è presa anche la soddisfazione di ricevere la nomination come ‘migliore attrice protagonista’ addirittura agli Oscar. Diversamente dalle fiabe, il principe all’inizio esita, non si arrende al fascino della bella cortigiana, bloccato anche da convenzioni sociali; ma, alla fine, cede felicemente e convintamente, superando le proprie incertezze e le proprie paure (anche fisiche, come l’acrofobia di cui soffriva) per andare a salvare la bellissima Vivian. Un’ultima curiosità. Il regista Garry Marshall, l’italo-americano Masciarelli, si è regalato un piccolo cameo attoriale nel film, pur non avendo voluto inserire il proprio nome tra i tanti attori riportati nei titoli di coda. E’ lui l’uomo senza casa al quale Lewis/Gere chiede indicazioni a Beverly Hills e che gli dice: “Sei già qui! Vedi quella? E’ la casa di Sylvester Stallone!” A proposito, Stallone era stato in ballo con Gere per il ruolo di Lewis. Non riesco ad immaginare la stessa favola con una coppia così esageratamente eterogenea (proprio dal punto di vista fisico ed espressivo) come sarebbe stata quella tra Stallone e la Roberts. Anche il cast, alla fine, è andato bene; come nelle favole, proprio tutto finisce bene.

