Nel 1904 apre a Roma la prima sala cinematografica, anche se il dato viene contestato da chi afferma che il primo sia il Cinema Lumière di Pisa, di certo il più longevo, avendo chiuso i battenti nel 2011, dopo oltre un secolo di vita. Se è pressoché impossibile stabilire chi abbia aperto per primo, è invece certo che già prima del 1910 sono presenti sale cinematografiche a Roma, Milano, Pisa, Napoli, Salerno, Bari, Livorno, Bologna, Ravenna, Bergamo, Perugia, Ancona, Torino, Reggio Calabria, Pescara. Rapidamente si diffondono gli schermi in tutta Italia ed aumenta l’afflusso nelle sale, testimoniato dal numero di biglietti venduti, come poi vedremo con dati precisi. Dagli anni Settanta si assiste ad una battuta di arresto, anche a causa della presenza pervasiva della televisione nazionale che amplia le reti (con l’avvento della concorrenza alla RAI, emittente di Stato, all’inizio con le cosiddette “tv private”, a carattere locale; poi, con le prime forme di emittenza privata nazionale) e con l’aumento in maniera esponenziale dell’offerta televisiva di film. Si pensi che fino alla metà degli anni Settanta si poteva assistere alla trasmissione televisiva di un solo film alla settimana, il lunedì sera sul “Programma Nazionale” (successivamente “Rete Uno”; attualmente, “RaiUno”). A partire dalla seconda metà degli anni Settanta, è incalcolabile l’offerta di film in tv, con molte decine di piccole emittenti locali che riempiono i palinsesti di film per quasi tutta la giornata, offrendo potenzialmente centinaia di titoli al giorno agli spettatori tv. Per meglio identificare l’incredibile andamento delle presenze nei cinema italiani, mi servo dei dati ISTAT concernenti i biglietti venduti (per media annua) al cinema per ogni abitante. Nel 1939, alla vigilia del secondo conflitto mondiale, i biglietti staccati al cinema sono mediamente 8 per ogni singolo cittadino italiano. Nel 1949, a guerra trascorsa e prima dell’avvento della tv, i biglietti salgono a ben 13,1 per ogni italiano; nel 1959, si vola alla media di 15 biglietti; nel 1969 si scende ad un pur ragguardevole 10,3; nel 1979 la costante discesa di presenze ai botteghini porta a 4,9 il numero di biglietti staccati mediamente per ciascun italiano; nel 1989 si crolla a 1,6 biglietti, per poi risalire di pochissimo (1,8 bigl.) nel 1999; un dato, quest’ultimo, perfettamente confermato nel 2009.
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