I numeri danno il senso, ma da soli non rendono l’idea di un riscontro che lascia al visitatore internazionale la voglia e il desiderio di conoscere vini e territori della nostra Enotria. Nei primi due mesi di maggio e giugno, in quella che è veramente l’enoteca del futuro. Un’area è dedicata e promossa con Assodistil, ed espone 72 bottiglie in rappresentanza delle migliori grappe italiane, con degustazioni guidate ogni venerdì dalle ore 15, e la presentazione del progetto VIVA, The Italian style to measure and to improve the sustainability performance in vineyard and wine production, realizzato dal Ministero dell’Ambiente. Dal 1 maggio, al 30 giugno, bel 450 mila visitatori, 135 mila degustazioni e ben 200 tra eventi e convegni, degustazioni istituzionali e commerciali. Nella Biblioteca del vino sono raccolte 1360 etichette e 750 aziende hanno presentato i loro vini nel primo padiglione esclusivamente dedicato al vino nella storia dell’esposizione universale e fortemente voluto dal Mipaaf e da Veronafiere-Vinitaly. Veramente un grande successo, con il 20% di visitatori stranieri, proveniente in particolare dalla Cina. Tra bottiglie stappate, degustazioni giudate, eventi e convegni, hanno proposto nel loro ambito la comparazione e l’assaggio di vini promossi da autorevoli partner del Padiglione VINO – A Taste of Italy. Importante il Comitato scientifico che ha organizzato già tre dei previsti sei incontri su temi specifici legati alla vitivinicoltura e denominati “Viaggi nell’Italia del Vino”; il Gambero Rosso con i Tre Bicchieri, Civiltà del Bere con ”Italianwine is more”, Club Papillon con la “Giostra dei Wine Bar”, Cronache di Gusto con “La bellezza del vino” e “I vini bussola” , Doctor Wine di Daniele Cernilli con “Il giro d’Italia in 80 vini”, e le degustazioni organizzate con AIS e ONAV. Non manca proprio nulla, come non mancano le presenze istituzionali e le delegazioni in visita al Padiglione: dai più alti rappresentanti della Ue, del Governo italiano e di molti paesi stranieri, ai governatori delle principali regioni vinicole italiane; dai presidenti di istituzioni, associazioni, enti e sindacati agricoli, a personaggi della cultura, dello sport, della moda e dello spettacolo. La dimostrazione è che “Veronafiere è uno strumento al servizio delle istituzioni e delle imprese – sottolinea il Presidente, Ettore Riello –. È proprio nell’interesse preminente di uno dei comparti più importanti della nostra agricoltura e per l’immagine dell’Italia nel mondo, con il primo Padiglione dedicato al vino nella storia dell’Esposizione Universale”. L’obbiettivo è comunque quello di raccontare il vino e i suoi territori, la cultura italiana tra persone, braccia e lavoro, sia per chi già conosce il vino che per chi ci si avvicina con curiosità. Ma, EXPO 2015, rappresenta un vero palcoscenico, unico, per le realtà economiche e turistiche italiane, ed il vino diventa un mezzo di incontro tra le culture.
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