Il ruolo della scuola – Prof. Paola Bisegna

Prof_Paola_BisegnaIl ruolo della scuola è stato e sarà sempre quello di accogliere, accompagnare nella crescita i “figli della società” e prepararli per un futuro da cittadini istruiti, educati, consapevoli e responsabili. La grande sfida è che tutto quello che un tempo si faceva per insegnare a tutti la “lingua nazionale” ora non basta più. Bisogna conoscere bene non solo la propria lingua ma anche quelle che ti permettono di agire autonomamente, ed interagire liberamente, in un mondo sempre più piccolo e vicino, in un mondo globalizzato ma sempre con le specifiche differenze.

THINK GLOBALLY – ACT LOCALLY

La capacità di accoglienza, educazione alla convivenza e rispetto per gli altri è – nella scuola – un esercizio quotidiano, un impegno costante. Nel suo lungo percorso la scuola italiana è stata capace di “alfabetizzare” un numero enorme di cittadini che, per molti anni erano stati tagliati fuori dalla vita pubblica. Poi è stata capace di “integrare” le diversità di ogni tipo ma anche e, soprattutto, nel senso delle “diverse abilità” e persone di diverse realtà. In nessun altro luogo (o contesto sociale) si assiste ad una crescita umana e culturale di individui certificati DA come nella scuola perché nella scuola, nella loro classe, con tutti i compagni non sono altro che uno come tutti gli altri. La gioia che si legge negli occhi di questi alunni speciali e delle loro famiglie, quando vengono a scuola è inenarrabile, solo chi la vede può comprenderla. La capacità dei compagni, dei coetanei di farli sentire “perfettamente normali” è incredibile. Il mondo è sempre più internazionale ma anche l’educazione. Le migrazioni sono parte della storia, quel flusso migratorio cui assistiamo oggi in Italia pone alla scuola un’altra grande sfida: quella dell’insegnamento/apprendimento della lingua italiana ad un numero sempre più alto di parlanti non nativi. La lingua è lo strumento principe per comunicare ed inserirsi nella vita sociale e civile di qualsiasi persona. Nella scuola di base si fa un grande lavoro per questi ragazzi ma quando arrivano in Italia che sono già in età da secondaria, l’impegno passa nelle mani della Scuola Secondaria che non solo deve fornire rapidamente gli strumenti per la competenza strumentale della lingua, ma deve metterli in condizione di usare anche la microlingua delle diverse discipline perché, come è noto, e come previsto dalla Costituzione al termine del percorso dei cinque anni di scuola secondaria, si perviene alla certificazione delle competenze sulla base di una valutazione curriculare e di un Esame di Stato che rilascia un documento con valore legale!!. Nella nostra scuola il problema è stato affrontato offrendo percorsi di italiano, articolati su tre livelli: un corso formale svolto da professionisti, un percorso non formale affidato ai compagni e un potenziamento informale morfosintattico anche grazie all’Informatica, favorendo anche le attività di Volontariato, già presenti “You cannot teach a language, only create the conditions under which it is learnt”. La scuola è uno spaccato della società ed è noto che il successo dipende dal contesto familiare, anzi dal livello d’istruzione della madre. Altra grande sfida è quella della ri-socializzazione, ri-educazione degli adulti che, in questi tempi di crisi economico-finanziaria, sono in sofferenze sempre maggiori. Spesso aiutare ed accogliere un adolescente significa farsi carico dell’intero nucleo familiare, offrendo loro opportunità che altrimenti non avrebbero. Educare alla cittadinanza e alla legalità sono il cardine del lavoro educativo-didattico della Scuola Secondaria a partire dallo studio teorico, ma integrandolo con la pratica quotidiana, con il rispetto delle regole, l’assunzione di responsabilità individuale e del gruppo classe, la socializzazione e la pratica del supporto a chi ha bisogno, la solidarietà e il volontariato, il dono di sé e del proprio tempo, lo studio della storia e la pratica della democrazia, ecc. Oggi inoltre la scuola deve farsi carico anche delle nuove scoperte delle neuroscienze, già da tempo si tiene conto delle diverse “intelligenze” analizzate e studiate da Howard Gardner, cercando di rendersi conto di quale sia il tipo di intelligenza che ogni singolo alunno possiede, favorendo anche il suo stile di apprendimento e differenziando gli approcci individuali proprio per ottenere d ognuno quel successo formativo cui tutti hanno diritto.

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