Il vino entra nelle scuole per un bere consapevole

Il-bere-consapevoleIniziativa importante tutta dedicata ai giovani, per non demonizzare il vino, ma riportarlo alle sue origini, a quel valore che ha accompagnato la civiltà e la storia dell’Italia stessa. Un elemento culturale, quindi, fatto di appartenenza ad un territorio e alla storia, sia sociale che familiare. Parlare ai ragazzi di vino è inanzi tutto cultura; spiegare ai giovani anche cosa vuol dire fare un prodotto di qualità, diffondere una corretta educazione al consumo, fornendogli strumenti adeguati per avvicinarsi al vino in modo intelligente, evitare gli abusi e un uso scorretto. Questi i primi passi concreti mossi dalla Consulta Nazionale del Vino Italiano – Co.N.V.I. che a Expo 2015 si è presentata ufficialmente con un messaggio molto chiaro: unire le forze per elaborare progetti precisi ed efficaci, che promuovano il patrimonio vitivinicolo italiano, coinvolgendo prima di tutto le giovani generazioni. Sono queste infatti, oggi giorno quelle più a rischio, e spesso i rischi derivano dall’ignoranza. Capofila di questo primo programma dedicato agli studenti è Pia Donata Berlucchi, promotrice in prima persona dell’iniziativa. Inoltre, il progetto vuole gettare un ponte tra quella che è la tradizione, ormai consolidata e studiata, e quello che è di fatto il futuro dei giovani, dei nostri figli. “In un Paese di individualisti come l’Italia – spiega Pia Berlucchi, responsabile del progetto scuole Co.N.V.I – diventa straordinaria la sintonia, attuata in pochi mesi, tra così numerose associazioni. L’idea è raccogliere tutto il nostro patrimonio storico e ambientale per introdurre il vino e la sua conoscenza come parte della nostra identità nazionale”. Una provocazione forte, a cui gli educatori hanno prontamente risposto. Il primo progetto pilota è stato inaugurato presso l’Istituto Alberghiero Mantegna, vero e proprio apripista di una serie di iniziative che coinvolgeranno tutto il territorio nazionale. Sono già ben 50 istituti scolastici nella sola Lombardia che hanno manifestato interesse. Grazie al contributo di Mario Maviglia, dirigente reggente dell’ Uff. Scolastico Regionale per la Lombardia, che si è dimostrato entusiasta della proposta. In sei scuole della Provincia di Brescia sono stati fissati i calendari degli incontri dal titolo “Il Bere Consapevole – il vino fra i giovani attraverso l’istruzione e la cultura”, che prevede quattro lezioni di storia del vino. In ogni istituto un pubblico da 150 a 300 studenti potrà cogliere la conoscenza della tradizione enologica italiana e del suo significato nella storia, ma anche promuovere il tema del consumo consapevole. L’obiettivo è quindi quello di portare questi interventi culturali sulla storia del vino in ogni città e presentare al Ministero dell’Istruzione il programma svolto, per far sì che condivida con gli Istituti di Scuola superiore in Italia il messaggio che il vino è uno straordinario strumento e messaggero di cultura e comunicazione. Presentarsi uniti per rilanciare i valori e la cultura enologica del nostro paese. È questa l’idea da cui nasce la Co.N.V.I. grazie all’impegno delle maggiori associazioni del comparto vitivinicolo nazionale. Tra le associazioni che hanno dato vita al progetto: Agivi, Ais, Aspi, Associazione nazionale le Donne del Vino, Conaf, Fisar, Fivi, Movimento Turismo del Vino, Onav, Sive, Slow Food Italia, Vinarius.

Isabella Ceccarelli

Autore: Isabella Ceccarelli


Isabella Ceccarelli, classe ’75, giorno e mese fatale: 11 Novembre, data dedicata a San Martino, quando ogni mosto è vino. La contraddistingue una spiccata passione per il vino. Ma anche per l’arte e la poesia. Partecipa a mostre ed è instancabile nello scrivere poesie e pensieri (che vorrebbe mettere in un blog). Tutto legato dall’ormai sconosciuto filo conduttore dei sentimenti e dalla vena di una sottile cultura.
Cell. +39 346 0632204

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