Italia, cresce la disuguaglianza tra ricchi e poveri

downloadNel mondo si stanno verificando delle disuguaglianze sempre maggiori tra ricchi e poveri, infatti le 62 persone più ricche del mondo possiedono quanto la metà della popolazione globale. Il dato preoccupante è che per raggiungere una tale ricchezza 6 anni fa bisognava mettere 388 miliardari tutti insieme.
Infatti, dal 2010, 3,6 miliardi di persone ha visto ridursi la propria quota di ricchezza di 1.000 miliardi di dollari, mentre i miliardari hanno visto crescere la propria di 500 miliardi di dollari. Naturalmente in Italia vale lo stesso ragionamento. Secondo l’ultimo rapporto Oxfam l’uno per cento più ricco degli italiani possiede il 23 per cento della ricchezza nazionale netta. Il presidente dell’Oxfam, ha dichiarato, che ad aiutare questo trend c’è l’elusione fiscale, soprattutto quella delle multinazionali, che ha un costo per i paesi in via di sviluppo di circa 100 miliardi di dollari, ma ha un impatto importante anche nei paesi come l’Italia. La cosa più saggia da fare sarebbe quella di porre fine ai paradisi fiscali, dove hanno sede le più grandi industrie. Per farlo si dovrebbero adottare a livello nazionale ed Europeo una serie di misure, come la maggiore trasparenza da parte delle multinazionali, l’obbligo di una rendicontazione pubblica in ogni paese dell’Unione Europea in cui le multinazionali operano, oltre ad un modello di tassazione unitaria per far pagare realmente le tasse laddove l’attività economica si svolge veramente. In questo modo si potrebbe eliminare la “povertà estrema” entro il 2030. Inoltre, in un altro rapporto Oxfam, si mostra che nei paesi sviluppati si è verificato un aumento della produttività, che non ha portato a un pari aumento del reddito, anzi tutt’altro. Per esempio tra il 1973 e il 2014 la produttività è aumentata del 72,2 per cento, mentre la paga oraria di un lavoratore medio è cresciuta di solo 8,7 per cento. In Italia la situazione non è di certo migliore, il fenomeno del lavoratore povero è molto diffuso, infatti il 10,7 per cento di tutti gli occupati tra 15 e 64 anni è a rischio povertà.

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