Quando i vini sono secondo natura…sono Viniveri

ViniveriCEREA (Verona) – Tredici anni di Vini secondo Natura, nel salone di degustazione di vini e prodotti alimentari ottenuti da processi naturali, organizzata dal Consorzio Viniveri che si svolge dall’8 al 10 aprile nella cornice dell’Areaexp “La Fabbrica”, nel cuore della cittadina di Cerea, a pochi chilometri da Verona. Sicuramente un modo di portare all’attenzione di un pubblico vasto e sempre più consapevole, i temi odierni che vanno dall’inquinamento del suolo e delle falde acquifere, alla salute umana; ma anche un modo per conoscere vini che si allontanano categoricamente da quelli che siamo stati abituati a conoscere fino ad oggi. Da quelli che erano i vini del contadino, allo scandalo dell’etanolo, di strada ne è stata fatta per arrivare fino ad oggi, mediata più o meno bene da giornalisti e da una critica attenta, ma anche da sempre maggiori informazioni e una preparazione migliore rispetto a quella del passato. La possibilità di scegliere come lavorare e dimostrare quello che potrebbe essere un futuribile migliore; un futuro auspicabile nel rispetto di tutti, è quello che Viniveri cerca di fare. Non solo con parole, ma attraverso fatti veri e propri, che si traducono in vini.

Questa edizione 2016, sarà impreziosita da tante iniziative: degustazioni guidate, cene ed interventi sui temi della salute, dell’identità e della riconoscibilità dell’autenticità del vino.

Un incontro-dibattito moderato dal presidente del Consorzio Giampiero Bea, vede protagonisti vignaioli e produttori di vino secondo natura italiani ed europei. Un confronto, attraverso lo scambio di esperienze, sulle buone pratiche e sulle novità circa la proposta dell’etichetta trasparente ha trovato l’importante sostegno di Legambiente e della presidenza di Federconsumatori. Inoltre, verrà presentata la petizione “Salvaguardiamo la nostra salute. No ai Glifosati” lanciata da Giacomina Maltempi. “Uno dei pilastri della nostra Regola è proprio l’esclusione di diserbanti e erbicidi chimici” afferma l’umbro Paolo Bea, presidente del consorzio.

Era il 2004 quando un piccolo gruppo di vignaioli uniti da una comune filosofia di vita e un approccio produttivo sostenibile ed ecocompatibile organizzò per la prima volta in Italia un evento dedicato esclusivamente a vini prodotti in maniera naturale. Un piccolo sasso nello stagno che ha prodotto e continua a produrre effetti: dall’iniziale incomprensione se non vera e propria avversione, alla graduale e crescente attenzione dei consumatori per vini prodotti nel rispetto della sostenibilità e della biodiversità, all’approvazione del regolamento europeo del vino biologico del 2012, fino alla “scoperta”, anche da parte di grandi aziende, di pratiche rispettose dell’ambiente e della salute. Infatti, se questi sono vini che possono essere criticati, e vanno in contro ad una miriade di incomprensioni, oggi inizia ad esserci un modo diverso di vedere e valutare i vini prodotti in modo più naturale possibile. ViniVeri continua in prima linea con convinzione a testimoniare una scelta di artigianalità, naturalità, sostenibilità tanto in vigna quanto in cantina. Valori imprescindibili quali rispetto dell’ambiente e preservazione degli equilibri ecologici che si esprimono nel vino nato da processi “naturali”, opera quotidiana di ciascun vignaiolo, che difende ed esalta il territorio nella sua interezza e complessità. Una battaglia per l’unicità dell’identità territoriale, delle nostre campagne, dei vitigni autoctoni, che si riverbera quindi in un consumo consapevole.

Protagonisti della tre giorni di ViniVeri 2016, insieme ai produttori del Consorzio (Cappellano, Giuseppe Rinaldi, Ezio Cerruti, Ezio Giacomo Trinchero, Serafino Rivella, Eugenio Rosi, Casa Coste Piane, Castello di Lispida, La Castellada, Dario Princic, Zidarich, Vodopivec, Ronco Severo, Mlečnik, Slavček, Massa Vecchia, Podere Luisa, Carla Simonetti, Walter Mattoni, Oasi degli Angeli, Paolo Bea, Praesidium, PaneVino, Salvatore Ferrandes), un centinaio di “artigiani del vino” indipendenti italiani ed esteri che presenteranno un assaggio autentico di cultura del territorio con ultime produzioni imbottigliate, assaggi in anteprima, vecchie annate: dai produttori della Georgia con i vini vinificati secondo la tradizione millenaria nel Qvevri (le anfore di terracotta interrate) ad importanti vignaioli francesi con la conferma della presenza di Emmanuel Giboulot, il viticoltore biodinamico della Côte de Beaune divenuto un simbolo nel mondo dell’approccio naturale per la sua opposizione all’ordine del Prefetto di usare pesticidi nella sua vigna, al ritorno dopo anni di un grande vigneron della Borgogna, Philippe Pacalet, alla prima assoluta del produttore alsaziano Pierre Frick.

Isabella Ceccarelli

Autore: Isabella Ceccarelli


Isabella Ceccarelli, classe ’75, giorno e mese fatale: 11 Novembre, data dedicata a San Martino, quando ogni mosto è vino. La contraddistingue una spiccata passione per il vino. Ma anche per l’arte e la poesia. Partecipa a mostre ed è instancabile nello scrivere poesie e pensieri (che vorrebbe mettere in un blog). Tutto legato dall’ormai sconosciuto filo conduttore dei sentimenti e dalla vena di una sottile cultura.
Cell. +39 346 0632204

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