I luoghi del cuore: salviamo la Chiesa di San Biagio a Tordibetto

La Chiesa di San Biagio, nella frazione di Tordibetto, lesionata dal sisma

S-Biagio-TordibettoAl confine territoriale con il comune di Bastia Umbra sorge una chiesa: è quella di San Biagio, nella frazione di Tordibetto. Cosa ne è di questo piccolo gioiello dell’architettura umbra? Gravemente lesionata dal sisma del 1984 e da quello del 1997, oggi è quasi completamente avvolta dalla vegetazione. E abbandonata, completamente abbandonata! E’ oggi puntellata, transennata e completamente avvolta dalle erbe infestanti, al punto che se ne intravede appena la sagoma. Una parte del tetto è, purtroppo, crollata ed è diventata il ricovero per centinaia di piccioni. L’interno è pieno di escrementi e di carcasse. E’ indispensabile un intervento repentino per salvare la chiesa da crolli o dal pericolo di demolizione, riportando così questo luogo di culto al decoro e al lustro che merita per restituire alla comunità di Tordibetto d’Assisi un pezzo della propria storia. Ed è grazie ad “Assisi Nostra” – che sarebbe erroneo definire Associazione – se l’interesse attorno a questo prezioso monumento del culto umbro si sono riaccesi i riflettori. Tutto nasce allorquando alla sede del “gruppo” di affezionati assisiati giungono alcune segnalazioni circa lo stato di abbandono dell’edificio e nel tempo con un accorto utilizzo dei social, pubblicando immagini e commenti, l’attenzione cresce fino ad indurre ad una ricerca che porta alla scoperta di alcuni appelli lanciati da intellettuali locali fin dal 2012: “Salviamo la chiesa di San Biagio…”, interessando anche il primo cittadino “Ogni ampia idea nasce dal primo passo: la comunicazione intesa come condivisione… ci auguriamo possa riprendere il cammino per rimettere in luce le pietre della chiesa di San Biagio, con la meraviglia del piccolo che sarà trasformato in quel grande che rimane, rimane per sempre.” La Chiesa di San Biagio ha riportato gravissimi danni in seguito agli ultimi terremoti e, dopo le recenti scosse di quest’anno, è inagibile e pericolosa. Sorge lungo la Provinciale Tordibetto d’Assisi-Bastia Umbra, che un tempo chiamavano tutti, semplicemente, «la strada maestra». Nell’anno 1709, un tale Angelo Rossi «da Tor di Betto», con testamento rogato dal notaio assisano Angelo Vittorio Frondini, istituiva erede universale il nipote Giuseppe Rossi, figlio di Pietro, suo fratello, del medesimo luogo, con l’obbligo di far celebrare sessanta messe l’anno. Fu così che Giuseppe Rossi fece edificare, al vocabolo l’Acqua Santa, la chiesetta col titolo di S. Biagio. La costruzione va collocata fra il 1732 e il 1735, anni dell’episcopato di mons. Giambattista Rondoni, che ne dette licenza. In passato, era decorata dalla pala d’altare dell’Appiani e dal ciclo di tele di Francesco Curradi, a suo tempo vendute dalla proprietaria dell’immobile alla Provincia di Perugia. L’edificio attende ancora un intervento di straordinaria manutenzione che ne tuteli l’integrità. Tuttora, molti abitanti di Tordibetto, Assisi e Bastia Umbra hanno ricordi della loro infanzia legati a questa chiesa. Fino a qualche decennio fa, lì si celebrava la Madonna Candelora e, con le candele in croce, l’allora parroco Don Otello Migliosi benediceva la gola dei fedeli. Facendo proprie le segnalazioni pervenute, quelli di “Assisi Nostra” insieme alla Proloco di Tordibetto e alla Confraternita di San Bernardino da Siena, hanno avuto l’idea di candidare la chiesa come “Luogo del Cuore” 2016 del FAI. Per dare il senso di quanto questo luogo di culto sia vivo e caramente sentito dagli abitanti, riportiamo le parole dello storico Francesco Santucci, il quale, mal celando un filo di commozione, scrive: “C’è una chiesa nella mia vita, indissolubilmente legata ai ricordi della fanciullezza e dell’adolescenza…”. Ed è così che a pochi mesi dal termine ultimo per la raccolta dei voti e al cospetto di imponenti comitati sponsorizzati da amministrazioni locali, associazioni e fondazioni influenti, a settembre Tordibetto entra in corsa con una candidatura indipendente: grazie ad impegno e forte unione d’intenti, la “meraviglia del piccolo” proverà a trasformarsi in “grande” alla fase finale nazionale di marzo 2017. Il limite minimo di consensi raggiunto ha fatto si che San Biagio sia tra i primi siti in Umbria. Ma il cammino è ancora lungo giacché nella seconda parte della competizione sarà fondamentale non solo il numero di voti ottenuti, ma anche gli  altri punteggi aggiunti, basati sulla qualità del progetto di riqualificazione presentato, sul numero e sulla rilevanza delle partnership, sull’urgenza dell’intervento e sul contesto territoriale. E’ fuor di dubbio pregevole che Assisi Nostra, faccia parte di questo progetto. In un periodo storico in cui opportunismo e personalismo spadroneggiano, lavorare fianco a fianco con persone che s’impegnano nell’ombra per il bene del proprio territorio è qualcosa di impagabile. I componenti del Comitato promotore sono perfettamente consapevoli che la strada da percorrere è tortuosa, ma se la meta che riusciranno a raggiungere sarà bella come il cammino che stanno percorrendo insieme, ne sarà valsa la pena. Solo con il coinvolgimento di Comune, Curia, Sovrintendenza e Aventi Causa sarà possibile risolvere la complessa situazione dell’immobile per arrivare all’agognato restauro di un “documento architettonico legato a duecento anni di vita di un’intera popolazione e alla sua tradizionale pietà popolare” (cit. Prof. F. Santucci). L’impegno profuso dai cittadini delle comunità di Assisi, Tordibetto e Bastia Umbra ha ricevuto anche l’appoggio di città quali   Cancellara (Pz), Ruvo di Puglia (Ba) e Spezzano della Sila (Cs), che aventi San Biagio patrono, hanno dato la propria disponibilità a proporre, al FAI, un progetto di respiro nazionale per il recupero e la valorizzazione delle tradizioni legate al culto del Santo bizantino. La speranza di tutti è di vedere un giorno la chiesa restaurata e fruibile dalla collettività.

Bruno Mohorovich

Autore: Bruno Mohorovich

Nato a Buenos Ayres il 3/3/1953, figlio di genitori istriani, riparati in Argentina a seguito dell’esodo, attualmente vive a Perugia, dove insegna Italiano per Stranieri al CPIA (Centro Provinciale per l’ Istruzione degli Adulti). Laureato in Sociologia e Lettere si è sempre occupato di critica cinematografica e didattica del cinema nella scuola; ha collaborato come critico con il settimanale diocesano “La Voce” e con “Umbria Radio” (ex “Radio Augusta Perusia”). Si occupa anche di didattica della televisione. Presso la Biblioteca di Villa Urbani, fa parte del gruppo di autoscrittura “Tempo per sè” con il quale ha curato eventi di scrittura e pittura. Critico d’arte, ha organizzato alcune collettive con artisti marchigiani ed umbri.
Ha curato la pubblicazione “Saulo Scopa – fotografie e cortometraggi 1998 – 2008”, “Cinema in… – 3 voll.” per le edizioni AIART – Associazione Spettatori, il libro “Nuovo Cinema…scuola” per Era Nuova ed è in via di pubblicazione per i tipi della Bertoni Editore, il libro di poesie “Storia d’amore – una fantasia”.
Nel 2015 ha diretto il corto sul XX Canto dell’Inferno della “Commedia” di Dante, nell’ambito delle celebrazioni per la nascita del sommo poeta, promosso dalla Loescher Editrice e dall’Accademia della Crusca ottenendo il Primo premio exaequo alla Fiera Internazionale del libro di Torino. L’opera è stata realizzata con gli studenti del CLA (Centro Linguitico Ateneo – ‘Università agli Studi di Perugia) coordinati dalla Prof.ssa Catia Mugnani; ha pubblicato per i tipi della Bertoni Editore la raccolta di poesie “Storia d’amore – una fantasia” (2015) e la raccolta di scritti “La città tra desiderio e utopia”(2016).

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