La metafisica della musica di Antonio Lusi nel suo nuovo disco: Seven

Il disco presentato a Gubbio, al Teatro Ronconi oggi, sabato 24 febbraio

GUBBIO (PG) – Tra ricerca spirituale e cammino stilistico, la musica di Antonio si snoda alla ricerca di un senso della vita che va al di là dei dati più oggettivi, ma riveste spazi simbolici della numerologia, e si lega ai sentimenti, alle emozioni e alle sensazioni della vita dell’artista Antonio Lusi.

È così che nasce Seven. Il richiamo è esplicito al numero 7; numero magico che attraversa la Cabala, la Bibbia, le scienze occulte e porta con se il carico di misticismo e sospensione della realtà: dai giorni della Creazione, alla ricerca più profonda del se, attraversando la filosofia della propria anima per giungere alla crescita dello spirito fino alla consapevolezza di sé stesso.

La crescita di Antonio Lusi, attraversa le generazioni della sua famiglia e approda ad una raffinata evoluzione stilistica che coincide passo dopo passo alla sua crescita personale negli anni.

La bisnonna di Antonio si chiamava Angelina Caruso, era la nipote di Enrico Caruso. Dire che la musica è un fatto di sangue, allora rientra nella creazione del sé profondo, più profondo delle radici e dei legami, la genetica apporta quella che per lui è stata la facilità con la quale si è avvicinato alla musica.

In silenzio, quasi immobile, così per caso ha preso un basso in mano, incitato da alcuni amici e l’intuito ha dipanato quello che era già in lui. Insomma, un po come una specie di moderno Michelangelo, il caso ha voluto creare Antonio artista.

Ma anche se l’inizio è stato semplice, sono stati lo studio e la costanza a fare il resto, assieme alla perseveranza. Studia infatti nella sede distaccata di Bologna di una delle migliori accademie europee: la londinese Midlessex University Accademie per musicisti.

Dalle prime band che provano nei garage e negli scantinati di casa, fino a raggiungere il professionismo e iniziare collaborazioni importanti con diversi musicisti e cantanti.

La passione muove la musica, e con la musica esce la voce, ma i testi sono il risultato di una profonda lotta interiore, di una crescita spirituale che diventa intellettuale e che parte da uno stato d’animo sempre ben preciso, non lasciato al caso. Scava nel profondo di se stesso e ne tira fuori una musica che non è assolutamente banale e frivola, ma sa raccontare la verità e unicità dei sentimenti; proprio per questo sa raggiungere l’animo di chi ascolta in una vibrazione universale, il Pi Greco delle vibrazioni.

I sentimenti, le sensazioni che Seven racconta, nascono da periodi della sua vita in cui il destino lo ha messo di fronte alla vita; l’evoluzione si specchia in una sequenza che diventa cammino personale, metafisica e stile. Sette emozioni, sette gradini della vita, sette generi musicali per un solo enigma, che dopo tutto è sempre lo stesso in tutti gli uomini, in tutte le generazioni. Un cammino che è un bagaglio personale di vita e passione, e ci insegna la pazienza della trasformazione del proprio animo.

Il disco parla così del Disagio, della Trasformazione, della perdita, che non è solo quella fisica delle persone; ci fa comprendere il Rialzarsi e la Ribellione, alla manipolazione, ai preconcetti, alla morale senza valori; per poi approdare come navi di Ulisse alle Origini, che parlano di ricordi dell’infanzia, e del canto popolare napoletano, con una lirica molto leggera; ma il cammino si conclude con il Divertimento, che altro non è che il raggiungimento della consapevolezza e della serenità personale, una leggerezza d’animo che non significa assolutamente superficialità, e accompagna una riflessione sulla musica.

Insomma, una musica, questa di Antonio, che non è mai fine a se stessa, ma che trasporta valori, nelle vibrazioni della musica, tocca le corde delle anime; come fosse musica contro corrente, va alla ricerca di valori perduti nel caos generale di una società fatta di tormentoni estivi, che non ascolta più se stessa e non è più capace di sentirsi. Come se lo stare fermi e il silenzio fossero spavento, anziché creazione.

Una musica, che ha un sogno, e Antonio la vuole portare nel mondo.

Isabella Ceccarelli

Autore: Isabella Ceccarelli


Isabella Ceccarelli, classe ’75, giorno e mese fatale: 11 Novembre, data dedicata a San Martino, quando ogni mosto è vino. La contraddistingue una spiccata passione per il vino. Ma anche per l’arte e la poesia. Partecipa a mostre ed è instancabile nello scrivere poesie e pensieri (che vorrebbe mettere in un blog). Tutto legato dall’ormai sconosciuto filo conduttore dei sentimenti e dalla vena di una sottile cultura.
Cell. +39 346 0632204

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