Miniserie “Il confine”, diretta da Carlo Carlei

Presentata stamane, presso la Sala A della RAI, la miniserie "Il confine", diretta da Carlo Carlei, da un soggetto originale di Laura Ippoliti che l'ha sceneggiato insieme con Andrea Purgatori, con la collaborazione di Carlei.

In onda su RaiUno il 15 ed il 16 maggio, “Il confine” è interpretato da Filippo Scicchitano, Caterina Shulha, Alan Cappelli Goetz, Stefano Dionisi, Fiorenza Tessari, con la partecipazione di Fabrizia Sacchi, Johannes Brandrup e Massimo Popolizio.

Sinossi. La Prima Guerra Mondiale ha tracciato dei nuovi confini non solo geografici ma anche temporali. Confini che hanno decretato la fine di un mondo, di un modo di vivere, di pensare, di vestirsi, di fare arte e politica. Un modo di essere che non sarebbe tornato mai più. Ma è stata anche la guerra dei ragazzi: uomini non ancora ventenni, mandati al fronte, lontano da casa per essere spazzati via su un campo di battaglia. “Il confine” racconta il grande conflitto attraverso l’inedito punto di vista di tre giovani amici in una Trieste lacerata dalle spinte irredentiste e conservatrici che hanno determinato lo scoppio della guerra. Tre ragazzi sul ciglio della maturità, chiamati a divenire loro malgrado pedine al servizio della Storia.

Le dichiarazioni del regista, Carlei: “Per un regista un film è anche e soprattutto un’esperienza di vita e per me questa è una delle opere di cui vado più fiero e a cui sono più affezionato. La prima motivazione è sia di natura artistica che umana, grazie alla chimica straordinaria che si è creata con un gruppo di giovani interpreti che, grazie al loro talento e alla loro sensibilità, hanno dato vita a delle bellissime ed indimenticabili interpretazioni. Caterina Shulha, Filippo Scicchitano, Alan Cappelli Goetz, Alessandro Sperduti sono nomi di cui si parlerà molto in futuro e per me è stato un grande piacere e un assoluto privilegio dirigerli all’alba delle loro luminose carriere. La seconda motivazione è che, pur avendo affrontato storie di guerra in qualche mio lavoro precedente, ne <<Il confine>> ho potuto raccontare visivamente i momenti più tangibili e insieme disumani della Prima Guerra Mondiale, come le battaglie sul Carso o la guerra di trincea. Per riuscire a far calare completamente lo spettatore in quella realtà storica e per mostrare l’ampiezza e la mostruosità di questo conflitto insensato, ho scelto di adottare uno stile fluido e omogeneo che privilegiasse l’aspetto emozionale e fosse in grado di passare dall’iperrealistico all’epico senza mai contraddirsi. Il grande cinema, non solo italiano, ha già raccontato il primo conflitto mondiale con capolavori come <<Orizzonti di gloria>>, <<Uomini contro>>, <<La Grande Guerra>>, che insieme ad altri sono stati sicuramente per me fonte di grande ispirazione. L’originalità però che contraddistingue questo lavoro è nell’innocenza dei giovani protagonisti, ragazzi con tutta una vita davanti, i cui sogni e speranze furono spezzati per sempre da una carneficina avallata da leader inadeguati e impreparati. Ma questo non è solo un film di guerra o sulla guerra. È ancor prima una grande e originale storia d’amore. Una storia d’amore inconsueta e coraggiosa fra tre anime innocenti che saranno messe a dura prova dal destino ma che dimostreranno che i sentimenti umani sono più forti di qualsiasi ragione di stato”.

Se questo lavoro è rivolto al pubblico più giovane, che conosce poco o per niente le tematiche legate alla ‘Grande Guerra’, non crediamo che questo target di pubblico si appassionerà o vorrà seguire e comprendere la storia. Forse, chissà, già la RAI stessa crede fino ad un certo punto a questo prodotto, piazzandolo in coda di stagione 2017/18, quando gli ascolti medi sono in calo di almeno un 10-15% rispetto al periodo ottobre/aprile. Probabilmente, un prodotto del genere avrebbe avuto molta fortuna almeno cinque/sei lustri fa, quando c’era una fetta di pubblico che quegli anni li aveva vissuti, che era stata come i ragazzi della miniserie e che si sarebbe potuta riconoscere in essi, anche avendo vissuto ognuno la propria storia personale. Resta, comunque, un prodotto molto ben girato, scritto e recitato. L’Auditel ci dirà cosa ne sarà di questa sfida assai coraggiosa.

Autore: Franco Baccarini

Scrittore, saggista, autore di articoli per giornali cartacei e telematici, di testi per il teatro e di cortometraggi.
Teatrografia
2007 – Autore del dramma in atto unico “Insostituibili assenze”.
Filmografia
1996 – Soggettista, sceneggiatore e regista del video-clip “Anatomia dell’altro volto di una metropoli”.
2012 – Soggettista e sceneggiatore del cortometraggio “La ragazza e il mare” (regia di E. Colombo).
2013 – Soggettista e sceneggiatore del cortometraggio “Un amore da proteggere” (regia di L. Greco).
Bibliografia
2008 – “Bioetica animalista. Dagli aspetti socio-filosofici alle applicazioni pratiche nella sperimentazione clinica dei farmaci” (Edizioni Universitarie Romane).
2009 – “La Tecnoetica nel Cinema. Bioetica del Futuro” (Edizioni Palombi).
2010 – Capitolo “Tecnoetica nel Cinema” all’interno del volume “Tecnicizzare l’uomo o umanizzare la tecnica?” (Edizioni LEV), di Autori Vari.
2012 – “Tecnoetica e Cinematografia” (Edizioni Universitarie Romane).
2013 – “Tecnoetica e Cinematografia (in versione e-book)” (Edizioni Universitarie Romane).

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