Da Siracusa a Roma, in mostra le opere di Fiore pittore per caso

Le opere di Fiore pittore per casoE’ Roberto Sapienzain arte Fiore, nato a Siracusa 66 anni fa, e divenuto artista senza averlo mai immaginato, semplicemente trascinato dalla necessità inconsapevole di uscire da un’infanzia grigia, trascorsa nelle vie di un quartiere popolare da cui si è allontanato a 12 anni per andare a lavorare in un negozio di fiori. E’ lì che giorno dopo giorno la varietà dei colori gli è entrata nell’anima e, in un periodo particolarmente difficile della sua vita, ha portato i suoi frutti, le prime opere, che hanno subito incontrato l’interesse di turisti e siracusani. Ma Roberto era già adulto. Così, in un certo senso, la sua è stata una seconda vita, sgorgata da colori violenti con cui di getto ha sommerso vecchie porte e oggetti trovati per strada. Colori grazie ai quali è riuscito ad esternare ciò che aveva dentro, nodi difficili da sciogliere ed esprimere a parole.
Così, tra alti e bassi, sia fisici che mentali, tracciando forme e linee, armoniche o deformate secondo la necessità dell’idea da esprimere, la pittura è divenuta la strada di Fiore . Sono passati anni prima che acconsentisse a far ‘volare’ le sue opere oltre il suo piccolo studio sul lungomare di Levante, ad Ortigia. Una porta finestra sempre aperta sul mare, solcato da barche che il pennello di Fiore ha catturato e reso protagoniste delle sue tele. Nelle sue opere, che saranno in mostra a Roma, dal 6 aprile e fino al mese di giugno, presso lo studio ‘Corso440’, ogni segno rievoca miti, voci, profumi della sua terra.
Nel suo studio vecchi mobili e persino vecchi computer, cassetti, tavole, sedie prendono vita, diventano opere, si colorano di azzurro, di verde, di arancio, si affollano di pesci, fiori, regine, galli e paladini. Le tele appese ad un filo, come panni stesi, percorrono via Capodieci, la strada divenuta galleria sotto le stelle. Mingherlino, smilzo, fragile e scontroso, semplice ma complicato, Fiore passa la sua vita per strada… dipingendo, trovando oggetti abbandonati, chiacchierando con chi passa di lì, facendo tintinnare un calice di vino. Questa è la sua vita, senza certezze, previsioni, stabilità ma traboccante di bellezza, di quell’infantilismo geniale che accomuna le sue opere. A curare la mostra nella Capitale è Eleonora De Filippis.

FONTE: AdnKronos

Press Italia

Autore: Press Italia