Letteratura: la cantrice italiana del disagio alla Fiera del Libro di New York

Copertina del libro “Italia a fumetti, Italia a denti stretti”, di Barbara Appiano
Copertina del libro “Italia a fumetti, Italia a denti stretti”, di Barbara Appiano

NEW YORK – La BEA è infatti tra i maggiori eventi al mondo dedicata a libri, lettori e scrittori, che con eventi speciali e contenuti educativi creano un ambiente ideale per il networking e la creazione di relazioni dell’editoria mondiale.
Un appuntamento speciale che si tiene ogni anno in una grande città per quattro giorni alla fine di maggio, a cui partecipano i migliori editori di libri degli Stati Uniti, e del mondo.
Un’opportunità unica per mostrare titoli in arrivo, vendere le nuove uscite, socializzare con i colleghi di altre case editrici, e vendere e comprare diritti sussidiari e internazionali, e a cui partecipano autori, bibliotecari, acquirenti e rivenditori.
A rappresentare l’Italia in questo ambìto appuntamento vi sarà infatti colei che è stata definita la cantrice del disagio e dei disagiati, ovvero Barbara Appiano, con le sue ultime due fatiche: Italia a fumetti, Italia a denti stretti e 18 millimetri di indifferenza, la cicatrice della mia esistenza.
Italia a fumetti, Italia a denti stretti è un’opera che con un taglio nuovo e divertente descrive la storia e importanti eventi accaduti in Italia a partire dalla Seconda Guerra Mondiale.
Il libro, strutturato in tre parti, procede come a tappe su un treno. La scrittrice sale sul treno dell’immaginazione con delle guide d’eccezione, Topo Gigio e Calimero. I due diventano, rispettivamente, il capotreno e il bigliettaio di un convoglio diretto verso l’ignoto della Storia, con stazioni immaginarie, immerse nelle città fantasma di un mondo dominato solo dal desiderio di dimenticare, senza considerare come conoscere, secondo quanto diceva già Platone, non sia altro che ricordare.
Presente alla BEA anche l’opera 18 millimetri di indifferenza, la cicatrice della mia esistenza, dedicata da Barbara Appiano ai Dott.Francesco Dessi e Dott.Valter Berardi che l’hanno liberata dalle “particelle scomunicate da Dio”, ovvero il cancro.
Il libro parte infatti dalla scoperta del cancro dalla scrittrice, per arrivare a profonde riflessioni sul significato della malattia, e delle nostre stesse esistenze.
“18 millimetri di indifferenza” è un libro sperimentale in cui a parlare è la stessa malattia, perché la Appiano giunge alla conclusione che “il tumore abbia una  sua forma di coscienza, oltre che una spinta del cervello frontale, o limbico, che é la parte emozionale della mente”.
Da qui la convinzione della scrittrice per cui “sia il nostro stesso subconscio a decidere di farci ammalare“, con dimostrazioni di questa sua tesi nello stesso libro.
Perché per Barbara Appiano “il tumore è il complemento oggetto della nostra vita spesa male, a distruggere prima il pianeta, e poi noi” e perché “il tumore è la più perversa forma di suicidio assistito”.
Due opere molto particolari, che rappresenteranno l’Italia in uno dei più importanti eventi mondiali dedicati ai libri.
Dopo New York la scrittrice terrà una intervista su Canale Italia, trasmissione “Libri Oggi” a cura del critico letterario Luca Menaglia.

Copertina di “18 millimetri di indifferenza”, libro di Barbara Appiano
Copertina di “18 millimetri di indifferenza”, libro di Barbara Appiano
Press Italia

Autore: Press Italia