Cenoni & Co. Ecco le 5 regole per non sprecare

Nel conto alla rovescia verso Natale 2019 e il nuovo anno, ecco cinque regole 'spreco zero' per non correre il rischio di far finire i cenoni nella pattumiera pesando inutilmente sulle nostre tasche e sull'ambiente

Spreco alimentare avanzi ftlia
(fotolia)

Cinque semplici consigli che arrivano dal fondatore di Last Minute Market, Andrea Segrè.
Regola numero uno: il Check-in è indispensabile. La nostra migliore alleata nella lotta allo spreco è la lista della spesa, da fare passando in rassegna frigorifero e dispensa e basandoci sul numero dei commensali. In cucina il “quanto basta” funziona sempre.
Regola numero due: Chek-out. Non farsi inutilmente attrarre dal marketing: le offerte 3×2 e il sottocosto non sempre servono, soprattutto se per le feste ci mettiamo in viaggio. Se proprio non riesci a resistere, acquista solo alimenti che puoi conservare.
Regola numero tre: Weight & Waste Watchers (ovvero, pesa e osserva). Pesa gli alimenti e ‘soppesa’ gli invitati prima di cucinare quantità eccessive che andrebbero sprecate. Il troppo a tavola fa male alla salute e all’ambiente se poi finisce nella spazzatura.
Quarto: The Day After, il giorno dopo. Recupera tutto ciò che rimane di pranzi e cene della festa e crea un super pasto del giorno dopo da condividere con gli amici. Ciò che avanza congelalo, mangiandolo qualche mese dopo ti ricorderai con piacere delle feste.
Infine: Zero waste, spreco zero. Differenzia nei bidoni e nei sacchi dedicati della spazzatura tutto ciò che resta a tavola e sotto l’albero, dal cibo agli imballaggi. Dagli una seconda chance: gli alimenti nell’umido per il compost delle piante, il packaging per un nuovo ciclo.
Perché vale la pena fare attenzione allo spreco? Secondo i dati dell’Osservatorio Waste Watcher, nelle nostre case sprechiamo ogni anno cibo per un valore di 12 miliardi di euro. Uno spreco che impatta anche sull’ambiente perché, solo in Italia, lo smaltimento dei rifiuti ‘impropri’, cioè degli sprechi, produce 9,5 milioni di tonnellate CO2 (ogni tonnellata di rifiuti alimentari genera 4,2 tonnellate di CO2), impoverisce 7.920 ettari di terreno e consuma 105 milioni di metri cubi d’acqua. Senza sprechi nel nostro Paese le emissioni CO2 potrebbero calare del 15%.

FONTE: AdnKronos

Press Italia

Autore: Press Italia

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