“Domani esco!”: diario tra Foggia e Parigi durante l’isolamento per Covid-19

“A fine febbraio, appena si è cominciato a comprendere che il Coronavirus era entrato o stava entrando nella nostra vita ho cominciato a prendere appunti sugli avvenimenti più rilevanti e a raccontarli a mia figlia che si trovava a Parigi per l'Erasmus

Domani-esco-inFOGGIA – Poi, quando è iniziato il lockdown, questo diario è diventato per me un impegno, una delle attività che ho utilizzato per scandire il tempo. Nel frattempo però mi rendevo conto che rileggere i giorni trascorsi era interessante perchè c’erano piccoli e grandi avvenimenti che per un giorno o due erano stati al centro delle nostre discussioni e poi all’improvviso venivano dimenticati. Abbiamo infatti vissuto un tempo che è stato insieme lento ma anche frenetico e convulso. Lento era fare la spesa, con le lunghe file, lento per tante persone il trascorrere delle ore ma nello stesso tempo vivevamo la frenesia di leggere, discutere, attendere i dati, arrabbiarci anche. Anche le nostre emozioni erano frenetiche, contraddittorie, confuse, spesso difficili da elaborare. Ho provato a raccontarle, intrecciando gli eventi di portata nazionale e mondiale con quelli delle mie giornate. Rileggendo gli avvenimenti di poche settimane fa scopriamo come, nonostante il tempo scorresse lento, le vicende quotidiane venivano velocemente superate”. È quanto scrive Donatella Caione nel suo libro “Domani esco! Diario, letture e riflessioni tra Foggia e Parigi durante l’isolamento per Covid-19” uscito in versione digitale per la Matilda Editrice.
Ognuno di noi in questi circa 58 giorni di isolamento ha fatto qualcosa di speciale anche se pensa che di speciale non ha fatto niente. Ognuno di noi ricorderà questo periodo per motivi diversi: chi per il dolore, chi per la stanchezza, chi per l’ansia, chi per la solitudine, chi per la pasta per la pizza o per le chat o le discussioni. E ancora, chi per l’iper lavoro da casa o per i 18 anni compiuti da soli e anche purtroppo per le violenze subite diventate più terribili.
Donatella Caione ha cercato di riempire questo tempo con alcuni progetti tra cui questo diario in cui si parla di evoluzione del contagio, di articoli letti, di comunicazione online, di come è cambiato il lavoro in editoria costringendo gli addetti ai lavori a reinventarsi, di Dpcm e di ripercussioni sulle nostre vite dai punti vista economici, sociali, educativi e naturalmente di tutte le connessioni della situazione vissuta in questi mesi con il sessismo. “Dall’inizio”, racconta l’autrice, “ho capito che pur nella lentezza del tempo succedevano cose che all’improvviso diventavano importanti e poi ancora più all’improvviso non se ne parlava più. E persone dicevano cose e poi il giorno dopo le contraddicevano. E ho sentito il bisogno di fare in modo di non dimenticare certe cose. Se anche voi sentite questo bisogno forse questo diario potrebbe interessarvi”.
E poi c’è in parallelo il racconto di quel che viveva la figlia dell’autrice in Francia, “perché questo trascorrere lento del tempo ha dilatato la distanza tra Foggia e Parigi. Eravamo come due persone che non vivevano in due Paesi dell’Ue, confinanti tra loro, ma come in due galassie parallele, separate da una sorta di fuso orario lungo 1-2 settimane. Le emozioni vissute un po’ in tutti i Paesi del mondo sono state le stesse ma è mancata la capacità, anche politica, di mettere a frutto la conoscenza di quel che accadeva altrove”.

FONTE: AISE.

Press Italia

Autore: Press Italia

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