Il fuoco, il consumismo, il prog contemporaneo: tornano gli Homunculus Res

AMS Records pubblica il quarto album della originale band palermitana: la società dei consumi riletta tra progressive, jazz-rock e Canterbury in "Andiamo in giro di notte e ci consumiamo nel fuoco"

Homunculus Res_Andiamo in giro copertina-inIn girum imus nocte et consumimur igni – in italiano Andiamo in giro di notte e ci consumiamo nel fuoco – è un indovinello palindromo di un anonimo medievale ripreso da Guy Debord per descrivere metaforicamente la società dei consumi in cui siamo immersi oggi, in una forma esasperata e sempre più legata all’immagine. Andiamo in giro di notte e ci consumiamo nel fuoco è anche il titolo del quarto album degli Homunculus Res, l’originale formazione palermitana che si è ritagliata uno spazio più unico che raro nel panorama internazionale progressive.
Andiamo in giro di notte e ci consumiamo nel fuoco, primo album del gruppo per AMS Records, è più essenziale e diretto che in precedenza, in tutti i brani ci sono riferimenti più o meno espliciti a fuoco, luce, calore, elettricità, nonché numerose metafore, messaggi subliminali, presenze mistiche e oscure, e molti altri dettagli che rendono questo lavoro stratificato e complesso. La discografia degli Homunculus Res ha una forte componente simbolica, filosofica e psicologica: il primo album è stato dedicato al connubio terra/morte, il secondo ad acqua/malattia, il terzo ad aria/sogno e il quarto, questo nuovo capitolo a fuoco/consumismo. Gli Homunculus descrivono nascita, crescita, sviluppo, vizi e paure dell’homunculus: caricatura dell’uomo.
Homunculus Res è nato nel 2010 dall’unione tra Dario D’Alessandro – autore di musica, testi e illustrazioni – e i fratelli Di Giovanni, con la precisa volontà di giocare con tempi spezzati e arrangiamenti obliqui, traendo ispirazione dal cosiddetto suono di Canterbury, il movimento Rock In Opposition e il pop psichedelico barocco, per arrivare a una forma di jazz-rock melodico, leggero e ironico. Fondamentale è stato l’apporto al mix e alla co-produzione di Paolo Botta, tastierista dei Not A Good Sign. Dal secondo album Come si diventa ciò che si era (2015) la band ha cominciato a collaborare con una vasta schiera di musicisti tra cui David Newhouse (Muffins), Aldo De Scalzi (Picchio dal Pozzo), Steve Kretzmer (Rascal Reporters), Regal Worm, i francesi Alco Frisbass, Wyatt Moss-Wellington, Lorenzo e Tommaso Leddi (Stormy Six, Mamma non piangere), Rocco Lomonaco (Breznev Fun Club), Luciano Margorani (LA1919) e Petter Herbertsson (Testbild!).
HOMUNCULUS RES
Andiamo in giro di notte e ci consumiamo nel fuoco
10 tracce | 48.94
AMS records | Distr. BTF

Il progetto Homunculus Res nasce nel 2010 dall’unione d’intenti tra Dario D’Alessandro – autore di musica, testi e illustrazioni – e i fratelli Di Giovanni, con la precisa volontà di giocare con tempi spezzati e arrangiamenti obliqui, traendo ispirazione dal cosiddetto suono di Canterbury, il movimento Rock In Opposition e il pop psichedelico barocco, per arrivare a una forma di jazz-rock melodico, leggero e ironico.
Fondamentale, nella crescita artistica del gruppo, è stato l’apporto al mix e alla co-produzione di Paolo Botta, tastierista dei Not A Good Sign. Dal secondo album “Come si diventa ciò che si era” (2015) la band ha inoltre cominciato a collaborare con una vasta schiera di musicisti prog-rock, tra cui David Newhouse (Muffins), Aldo De Scalzi (Picchio dal Pozzo), Steve Kretzmer (Rascal Reporters), Regal Worm, i francesi Alco Frisbass, Wyatt Moss-Wellington, Lorenzo e Tommaso Leddi (Stormy Six, Mamma non piangere), Rocco Lomonaco (Breznev Fun Club), Luciano Margorani (LA1919) e Petter Herbertsson (Testbild!).
La discografia degli Homunculus Res ha una forte componente simbolica, filosofica e psicologica: il primo è stato dedicato al connubio terra/morte, il secondo ad acqua/malattia, il terzo ad aria/sogno e il quarto, questo nuovo capitolo pubblicato da AMS Records, a fuoco/consumismo. Essi descrivono nascita, crescita, sviluppo, vizi e paure dell’homunculus: caricatura dell’uomo.
“Andiamo in giro di notte e ci consumiamo nel fuoco” deriva da un  indovinello palindromo di un anonimo medievale ripreso dal regista e scrittore francese Guy Debord per descrivere metaforicamente la società dei consumi in cui siamo immersi oggi, in una forma esasperata e sempre più legata all’immagine. La musica del disco è più essenziale e diretta che in precedenza, e in tutti i brani ci sono riferimenti più o meno espliciti a fuoco, luce, calore, elettricità, nonché numerose metafore, messaggi subliminali, presenze mistiche e oscure, e molti altri dettagli che rendono questo lavoro stratificato e complesso. “Andiamo in giro…” è quindi un ulteriore passo in avanti di una band più unica che rara nell’intero panorama del rock progressivo internazionale.

FONTE: Ufficio Stampa Synpress44.
Press Italia

Autore: Press Italia

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