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“Hombres Libres / Free Man” di Roberto Diago alla Biennale di Venezia 2026

Sculture in materiali di recupero esplorano la libertà, la resistenza e l'identità nera.

Hombres Libres-Free Man-copL’opera di Roberto Diago è un continuo promemoria che la libertà non viene concessa, ma va conquistata; che non è da intendersi come una condizione di passività, ma è una pratica continua ed una tensione costante che richiede di mantenere la memoria viva e la dignità intatta.

L’installazione “Hombres Libres / Free Man” è composta da un gruppo di sculture (teste) di diverse dimensioni che avanzano verso lo spettatore, accogliendolo e confrontandosi con lui. Mostrano cicatrici che si sollevano in rilievo su metalli ossidati, legno, plastica e materiali di recupero: un ricordo tattile che si rifiuta di essere schiacciato dall’oblio. In linea con questa poetica, la libertà non è nascondere uno stato di sofferenza dietro la trappola di un processo acquisito, va anzi esibita con fierezza come un trofeo.

E questa consapevolezza inizia proprio dall’epidermide dell’opera, che ci porta a prendere atto che la pelle nera non è una superficie liscia e docile, ma una mappa geografica di traumi e resistenza. La cicatrice diventa quindi un’affermazione di identità: la prova inconfutabile dell’essere sopravvissuti alla punizione, e che la carne – sebbene segnata – rimane sovrana.

Partendo da questo punto di vista, il concetto di «uomo libero» trascende la definizione legale di persona senza vincoli. Per l’artista, una persona libera è chi ha il coraggio di riconoscere i propri segni, nobilitare la propria precarietà e mantenere l’attenzione davanti ad una narrazione storica distorta che ha cercato di cancellarla; e ciò non rappresenta le vittime, ma costituisce una genealogia di persone che ha proclamato se stessa sopravvissute.

Juan Roberto Diago Durruthy
L’Avana, Cuba, nel 1971. Vive e lavora a L’Avana, Cuba
Pittore, scultore e artista di installazioni, si è laureato presso l’Accademia Nazionale di Belle Arti San Alejandro. Attualmente è professore consulente presso l’Università delle Arti (ISA) e membro dell’Unione Nazionale degli Scrittori e Artisti di Cuba (UNEAC).
Utilizzando materiali di recupero, la sua arte esplora un tema ricorrente: l’essenza della schiavitù dell’uomo nero contemporaneo. La sua opera affronta il conflitto storico della diaspora africana, rispecchiando uno spirito di resistenza e la lotta quotidiana per la sopravvivenza. Intrecciando questi elementi pezzo per pezzo, rivela le ferite del passato, e riversa nella sua opera la forza per continuare a vivere.
Roberto Diago ha consolidato una formidabile carriera internazionale che abbraccia più di tre decenni, con una presenza in prestigiosi circuiti artistici in Europa, Africa, Stati Uniti e Caraibi. Il suo lavoro fa parte di circa 20 importanti collezioni nazionali e internazionali.
Emblematiche le sue mostre alla Ethelbert Cooper Gallery dell’Università di Harvard, al Museo Nazionale di Belle Arti de L’Avana e alla Casa América di Madrid. È spesso presente nelle principali biennal (la 47. e la 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Biennale de L’Avana, Biennale di Dakar 2022), oltre ad essere coinvolto in mostre storiche come “Artes de Cuba” al John F. Kennedy Center di Washington, D.C. Le sue opere oltre a far parte di importanti collezioni pubbliche e private in tutto il mondo (Museo di Belle Arti di Boston, collezione CIFO e Pizzuti – Stati Uniti, Museo delle Civiltà Negre – Senegal, Museo Nazionale di Belle Arti di Cuba, Museo Reina Sofía – Spagna), sono state esposte in centinaia di mostre personali e collettive in circa 25 Paesi.

HOMBRES LIBRES / FREE MEN
Commissario: Daneisy García Roque
Curatore: Nelson Ramirez de Arellano Conde
Espositore: Roberto Diago

Il Giardino Bianco – Art Space
Via Giuseppe Garibaldi, 1814. Venezia
Dal 9 maggio al 22 novembre 2026

Foto fornita da Ufficio Stampa Ada Tullo

FONTE: Ufficio Stampa Ada Tullo.

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