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Ischia Film Festival, premiati i vincitori della 24ª edizione

Si chiude al Castello Aragonese una settimana dedicata al cinema dei luoghi. A Barbora Bobulova l'Ischia Film Award Donne nel Cinema.

Barbara Bobulova - Ischia Film Festival 2026
Barbara Bobulova – Ischia Film Festival 2026

Si conclude con la proclamazione dei vincitori e con il riconoscimento a Barbora Bobulova la ventiquattresima edizione dell’Ischia Film Festival, manifestazione che per otto giorni ha trasformato il Castello Aragonese in un punto d’incontro tra autori, opere e pubblico internazionale. Il festival, diretto da Michelangelo Messina, conferma anche quest’anno la propria identità, ponendo al centro il rapporto tra il cinema e i territori, con uno sguardo rivolto alle trasformazioni sociali, culturali e ambientali raccontate attraverso i luoghi.

La serata conclusiva ha celebrato le migliori opere in concorso e ha ribadito la vocazione della rassegna a valorizzare produzioni capaci di utilizzare il paesaggio non come semplice sfondo, ma come elemento narrativo essenziale.

Sanding Dreams miglior lungometraggio

Il riconoscimento più importante della competizione è stato assegnato a Sanding Dreams, del regista russo Anton Mamykin, che conquista l’Ischia Film Award come miglior lungometraggio.

Il Premio Castello Aragonese per la miglior regia è andato a Morad Mostafa per Aisha Can’t Fly Away, mentre il Premio Epomeo per la fotografia è stato attribuito a Lo spirito delle stagioni di Alessandro Cattaneo.

Per la scenografia, il Premio Aenaria è stato assegnato a Marek Špitálský per il film Wirbel, diretto da Tomáš Hubáček.

Una menzione speciale è stata infine conferita a Kickoff, firmato da Roser Corella e Stefano Obino.

I premi della sezione Location Negata

Particolare attenzione è stata riservata anche alla sezione Location Negata, dedicata a opere che raccontano territori segnati da conflitti, marginalità o profonde trasformazioni.

Il premio per il miglior lungometraggio è stato assegnato a Mundurukuyü – The Forest of the Fish Women, diretto da Aldira Akay, Beka Munduruku e Rilcélia Akay. La menzione speciale è andata invece a The Mission, del Gaza Collective.

Per i cortometraggi della stessa sezione, il riconoscimento è stato attribuito a Sunday di Giulio Tonincelli, mentre una menzione speciale è stata assegnata a The Faster, realizzato da Luigi Timpano e Federico Brullo.

Rise miglior cortometraggio

Nella competizione dedicata ai cortometraggi, il premio principale è stato conquistato da Rise, della regista Jessica J. Rowlands.

La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a Sueña Ahora, firmato da Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini.

Premio Italy for Movies a Enrico Ballarin

Per il secondo anno consecutivo il festival ha rinnovato la collaborazione con Italy for Movies, il portale nazionale dedicato alle location cinematografiche e agli incentivi per le produzioni audiovisive, promosso da Cinecittà e dalla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura.

Il Premio Italy for Movies per la Migliore Produzione Esecutiva Italiana è stato assegnato a Enrico Ballarin, fondatore della società Mestiere Cinema, per il lavoro svolto nella produzione esecutiva italiana del film Il diavolo veste Prada 2.

Il Premio del Pubblico della sezione Best of è stato invece attribuito a Il Dio dell’Amore, diretto da Francesco Lagi.

Barbora Bobulova premiata per il suo percorso artistico

Tra i momenti più significativi della serata conclusiva figura la consegna dell’Ischia Film Award Donne nel Cinema a Barbora Bobulova.

L’attrice, vincitrice del David di Donatello e di numerosi Nastri d’Argento, è stata premiata per un percorso artistico sviluppato tra cinema, teatro e televisione, caratterizzato da una costante ricerca interpretativa.

Durante l’incontro con il pubblico, in dialogo con Gianni Canova, presidente onorario del festival, Bobulova ha sottolineato il valore simbolico del riconoscimento e il ruolo che i luoghi ricoprono nel linguaggio cinematografico.

«Nel mio percorso tra cinema, teatro e televisione ho sempre sentito quanto il luogo sia fondamentale nel racconto: può diventare un vero e proprio partner di scena, capace di rafforzare una storia e darle un significato più profondo. Ci sono storie che possono esistere solo in determinati luoghi, perché è proprio il contesto a renderle autentiche».

Un festival che mette i territori al centro del racconto

Nel tracciare un bilancio dell’edizione appena conclusa, il direttore Michelangelo Messina ha evidenziato come il festival continui a rappresentare uno spazio di dialogo tra cinematografie, culture e comunità, mantenendo al centro il rapporto tra il racconto audiovisivo e i territori.

Le opere presentate hanno affrontato temi come guerre, migrazioni, tutela del paesaggio, memoria collettiva e prospettive future, confermando la missione dell’Ischia Film Festival: fare dei luoghi un elemento narrativo capace di interpretare il presente e raccontare le identità contemporanee.

Anche quest’anno il Castello Aragonese si è confermato una cornice privilegiata per una manifestazione che continua a distinguersi nel panorama dei festival cinematografici italiani per l’attenzione al valore culturale e simbolico degli spazi in cui le storie prendono forma.

Fonte: Ufficio Stampa Ischia Film Festival.
Foto: Ph. Azzurra Primavera.

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